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07 dicembre 2021

Castelfranco

Il Conservatorio Steffani omaggia il popolo delle Partite IVA

Mercoledì 21 luglio un concerto in sostegno delle professionalità del mondo artistico. «Più opportunità ai precari dello spettacolo» chiedono dal Conservatorio

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Ivana Monti (a sx); Francesca Dotto (a dx)

CASTELFRANCO - L’anno scorso la musica aveva omaggiato il personale sanitario, per l’enorme sforzo profuso durante i mesi più duri della pandemia. Quest’anno invece, l’attenzione sarà rivolta al mondo delle Partite Iva, soprattutto quelle che operano in campo artistico, tra le più colpite e penalizzate da 15 mesi di chiusure e divieti.

Per questo motivo, mercoledì 21 luglio nel giardino di Villa Barbarella il Conservatorio Steffani offrirà un concerto a sostegno di questa categoria di lavoratori, spesso senza tutele e con pochi armortizzatori fiscali, di cui verranno inoltre raccontate le loro storie grazie a due testimonial d'eccezione: il soprano Francesca Dotto e l'attrice Ivana Monti. La prima è un’artista apprezzata nei teatri europei ed ex allieva del Conservatorio (tra i successi si ricordano La Traviata di Valentino a Roma e la produzione a Bari con il regista Ferzan Ozpetek), mentre Ivana Monti è un nome nobile del teatro italiano e celebre volto cinematografico.

Le due artiste racconteranno l'impatto della pandemia sul proprio lavoro, la percezione della fragilità delle professioni intellettuali e la necessità di una politica del lavoro artistico che inverta la rotta, con incentivi e ammortizzatori come avviene nel resto d'Europa. La serata vedrà l'esibizione dell'Orchestra sinfonica del Conservatorio Steffani diretta da Roberto Zarpellon, impegnata in un concerto lirico sinfonico con la partecipazione del mezzosoprano Silvia Alice Zanolla e del baritono Nicola Zambon.

Alle due artiste il ringraziamento di Nicola Claudio e Stefano Canazza, rispettivamente presidente e direttore del Conservatorio: «Ringraziamo le due artiste che hanno sentito la necessità di essere sul palcoscenico per raccontare la propria esperienza e farsi portavoce di un mondo in cui talento e dedizione, che sono alla base della professione, non trovano un adeguato riconoscimento nel mercato del lavoro. Riteniamo sia doveroso da parte del Conservatorio, istituto che si fonda proprio sulla formazione musicale, fare propria una battaglia per equiparare gli standard italiani all'Europa nel campo artistico».

 


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Leonardo Sernagiotto

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