23 ottobre 2021

Conegliano

Conegliano, scoppia la polemica su "Erotico Contemporaneo": la mostra rimane senza location

L'ex assessore Maschio: "Nessuna censura, la pandemia aveva bloccato tutte le mostre"

| Roberto Silvestrin |

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Conegliano, scoppia la polemica su

CONEGLIANO - È polemica sulla mostra “Erotico Contemporaneo”. L’associazione culturale “Intart” di Conegliano, infatti, è rimasta priva di una location per l’allestimento dell’evento. “Il problema è probabilmente duplice: sicuramente, da una parte, la pandemia ancora in corso e, dall’altra, una tema che a quanto pare ancora nel 2021 pare essere spinoso, l’erotismo”, si legge in una nota diffusa dall’associazione.

 

Gli organizzatori hanno iniziato a progettare la mostra tre anni fa. “Nel 2019 è stato presentato il progetto che l’amministrazione ha accolto e approvato, consentendo di esporre alla Galleria del Novecento di Palazzo Sarcinelli”, si legge ancora nel comunicato.

 

“Rassicurati dall’amministrazione sulla piena fiducia del comune nel buonsenso di Intart nell’affrontare un tema così delicato, il progetto ha cominciato a prendere forma: è stato pubblicato il bando, sono stati contattati i giurati, sono arrivate le prime adesioni – scrivono gli organizzatori -. Purtroppo nel 2020 la pandemia ha bloccato gli eventi, ma l’associazione ha continuato a lavorare all’organizzazione rimanendo sempre in contatto con il comune, condividendo il programma e studiando le possibili nuove date. Poi c’è stato il terremoto politico che ha fatto cadere la giunta e che ha fatto emergere una cosa spiacevole: a quanto pare la mostra “Erotico Contemporaneo” non era mai stata approvata, anche se ci era sempre stato detto il contrario”.

 

“Non abbiamo ricevuto una vera e propria motivazione: sul tema ci sembra di aver ricevuto abbondanti rassicurazioni nel tempo, quindi non sappiamo quale sia esattamente il problema”, dichiara il vice presidente dell’associazione, Matteo Della Libera.

 

“Avevamo dato l’ok alla mostra – spiega l’ex assessore alla cultura Gaia Maschio -, anche perché non ritenevamo giusto censurare l’evento. Avevamo anche chiesto un’anticipazione delle opere. Le assegnazioni, però, venivano fatte ogni sei mesi, con un passaggio in giunta, per questo non era stata concessa nessuna ufficialità: la pandemia aveva bloccato tutte le mostre. Dispiace per Intart, è un’associazione che ha sempre lavorato bene”.

 

L’associazione ha quindi diramato un appello: serve uno spazio espositivo, con “una superficie espositiva da 50 ad un massimo di 100 metri lineari. Possibilmente a costo zero, in quanto siamo un’associazione no profit”.

 


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