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01 dicembre 2022

Conegliano

Conegliano, bocciata la mozione sulla gestione dell’emergenza umanitaria ucraina

Approvata invece, con alcune modifiche, quella sul degrado e la crisi del commercio

| Roberto Silvestrin |

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Conegliano, bocciata la mozione sulla gestione dell’emergenza umanitaria ucraina

CONEGLIANO - Bocciata la mozione sulla gestione dell’emergenza umanitaria causa dal conflitto tra Ucraina e Russia. Il documento chiedeva di “ripristinare le docce che non vengono utilizzate all'interno di Casa Fenzi” e di “attivare uno sportello di ascolto per i profughi in arrivo e per le famiglie che li accolgono”. La mozione del Pd proponeva anche di “costruire una rete di associazioni, parrocchie e frati che si occupano della gestione dei rifugiati” e di istituire “centri diurni e corsi di italiano per l’integrazione dei profughi”.

 

“Le presenze di persone di nazionalità ucraina a Conegliano, arrivate successivamente alla data di inizio del conflitto bellico in corso tra Ucraina e Federazione Russa, risultano essere, al 29 marzo 2022, 254 - ha spiegato l’assessore Gaia Maschio durante il consiglio comunale che si è tenuto ieri sera -. Tutte le persone che alloggiano nel nostro comune hanno trovato ospitalità presso parenti, amici o presso case private, attraverso il servizio della Prefettura coordinato dal Ministero dell’Interno Italiano, a cui il legislatore riserva la competenza esclusiva in materia. Pertanto, l’amministrazione comunale di Conegliano, come tutte le amministrazioni comunali italiane, non indica il luogo dove ospitare rifugiati provenienti da altri Paesi. Le dichiarazioni di ospitalità, che devono essere presentate al momento dell’arrivo in Italia da parte di persone provenienti da altri Paesi extra Unione Europea, sono raccolte dalla Polizia di Stato presente a Conegliano e non dagli uffici comunali di Conegliano”.

 

“La nostra amministrazione dal giorno dello scoppio del conflitto si è immediatamente attivata, insieme altri comuni della provincia di Treviso, per garantire l’aggiornamento costante e condiviso della situazione emergenziale, partecipando alla Conferenza dei sindaci, che ha intensificato i propri incontri con cadenza settimanale anziché mensile - ha aggiunto Maschio -. Il nostro comune, insieme a Caritas, alla Protezione civile e alla Croce Rossa ha cooperato fin dall’inizio per la consegna di viveri e generi di prima necessità. Per garantire un processo di inclusione e definire in modo strutturato la collaborazione tra i diversi soggetti del territorio, il comune di Conegliano sta provvedendo ad ufficializzare la collaborazione già in essere mediante la sottoscrizione di un accordo quadro già redatto dalla Conferenza dei Sindaci. Collaborazione che prevederà come da nostra richiesta l’individuazione di un'unica associazione responsabile per la distribuzione del cibo, un’altra per il vestiario e altri beni e un'altra per l’intermediazione culturale. Per l’avvicinamento alla lingua italiana, l’alfabetizzazione e l’apprendimento da parte dei profughi ucraini maggiorenni, la struttura di riferimento a Conegliano è rappresentata dal CPIA (centro provinciale per l’istruzione degli adulti). (Per quanto riguarda la scuola, ndr) L’orientamento emerso ha privilegiato l’idea di un rinvio dell’inserimento scolastico vero e proprio a settembre e l’attivazione di una mediazione culturale prossimamente. Ad oggi nella Provincia di Treviso sono 49 i minori ucraini inseriti nei plessi scolastici del territorio (a tutti i livelli didattici)”.

 

Durante il consiglio è stata invece approvata la mozione riguardante il degrado e la crisi del commercio. Il documento, proposto dal consigliere Francesca Di Gaspero e modificato durante la seduta, impegna la giunta “a valutare forme di sostegno per gli esercizi commerciali, come ad esempio la tassa di occupazione del suolo pubblico”.

 



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Roberto Silvestrin

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