31 ottobre 2020

Conegliano

"Conegliano è una città intristita"

Com'è cambiata la città negli ultimi anni? Il punto di Antonio Fojadelli

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

CONEGLIANO - Nel 2012 Conegliano si è trovata davanti ad un bivio. I cittadini scelsero (di nuovo) il centrodestra, ma al ballottaggio Floriano Zambon vinse con solo il 52,44%.

 

Oggi la città deve fare i conti con problemi nuovi per la sua storia, come degrado, vandalismi e problemi di ordine pubblico, anche in centro città, commercio in difficoltà e generale senso di svuotamento. Le cose sarebbero andate diversamente, se in quel lontano 2012 avesse vinto le elezioni l’ex procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli?

 

 

La sua risposta è elegante e sincera: è “difficile rispondere con i se” e “dire se sarebbe cambiato qualcosa”. La trasformazione della città però è sotto gli occhi di tutti: “Non la vedo cambiata in meglio – ammette Fojadelli -. E’ cessata la dinamica economica che prometteva uno sviluppo importante”. Conegliano “ha una posizione privilegiata, ma la crisi economica ha arresto il suo processo, non mantenendo certe promesse”.

 

Qual è il risultato, allora? “Per quanto riguarda la viabilità e anche la vivibilità la città si è intristita, salvo via XX Settembre, che è un luogo molto bello, con una ztl che è un fattore importante nei centri storici”. L’occhio cade però anche sull’area ex Zanussi e sulla sua centralità. Nei giorni scorsi – rispondendo ad un sondaggio del capogruppo 5 Stelle Alberto Ferraresi – i coneglianesi avevano fornito la loro ricetta per riqualificare il sito: un grande parco, e magari dei parcheggi sotterranei.

 

Proprio quello che quasi 10 anni fa sosteneva anche Fojadelli: “Uno dei progetti, anche se difficile da realizzare, era dare respiro a Conegliano. Al di là della sua parte storica è una città in un certo senso sterile, senza un verde adeguato”.

 

L’idea era proprio quella di trasformare l’ex fonderia in un centro per i servizi, con tanto di parco e posteggi sotterranei per le auto. A pochi passi dal centro però si verificano risse e si spaccia, anche se è “un errore grave accettare questa realtà come se fosse ineluttabile. Ci vuole un coordinamento delle forze”. Spesso però si sente dire che – nonostante tutto – le cose vanno bene e che Conegliano rimane una “perla”.

 

Minimizzare le cose non serve – dichiara l’ex candidato sindaco -, non è una politica. La sicurezza non è un dato trascurabile, i cittadini la chiedono in tutti i settori”. Meglio una città come Vittorio Veneto, da questo punto di vista? Nella Città della Vittoria “c’è verde, c’è spazio, e certi problemi sono molto inferiori a Conegliano. Non vedo aree degradate, per esempio. C’è una sensazione di maggiore sicurezza”.

 


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Roberto Silvestrin

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