25 febbraio 2021

Conegliano

Conegliano, è tempo di bilanci. Che anno è stato il 2020?

Bortoluzzi (Pd): "Siamo preoccupati, dobbiamo rimettere in moto la città"

| Roberto Silvestrin |

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alessandro bortoluzzi

CONEGLIANO - Nessuno rimpiangerà il 2020, men che meno la città di Conegliano. Il Covid, la crisi innescata dalla pandemia e la caduta dell’amministrazione Chies hanno segnato profondamente la Città del Cima, e il sindaco che uscirà vincente dalle amministrative della prossima primavera dovrà risollevare le sorti di un comune colpito da un anno disgraziato.

 

E con gli ultimi giorni dell’anno arriva, puntuale, anche il tempo dei bilanci. “La città ha perso i suoi ritmi e i suoi momenti di aggregazione, tende a chiudersi in se stessa – dichiara Alessandro Bortoluzzi, ex capogruppo del Pd in consiglio comunale -. E’ stato un anno molto difficile per tutte le città, a causa del Covid. Chiudiamo l’anno con un brutto clima”.

 

E dal punto di vista politico? Bortoluzzi è tra i 13 consiglieri comunali che, con le proprie dimissioni, hanno fatto cadere l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Chies. Si è trattato, secondo l’esponente dem, di una mossa inevitabile: “Da parte nostra abbiamo chiuso una pagina che andava interrotta, perché l’amministrazione non stava facendo nulla per la città”.

 

Per Bortoluzzi “era necessario rimescolare le carte. In questo modo siamo usciti dall’immobilismo”. Sullo sfondo rimane, però, la difficile situazione economica. Il Covid-19 ha aggravato la crisi che si è abbattuta sulla città e che da qualche anno fa soffrire il tessuto economico coneglianese. “La situazione economica è pesante – puntualizza Bortoluzzi -. Venivamo già da anni difficili, soprattutto per il commercio. La speranza è che ci si doti di un’amministrazione in grado di lavorare. C’è bisogno di una squadra di persone volenterose”.

 

Chi guiderà la città, a partire dal prossimo anno, avrà un compito non facile. Lo ammette anche l’esponente del Pd: “Siamo preoccupati, perché dobbiamo rimettere in moto la città”.

 



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Roberto Silvestrin

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