09 marzo 2021

Vittorio Veneto

Concorso di violino, lo sfogo della musicista: "Mancano i soldi? Basta giustificazioni"

La lettera di Maxine Rizzotto, professionista di 25 anni

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Concorso di violino, lo sfogo della musicista:

VITTORIO VENETO - "Sono solamente giunta alla conclusione di voler scrivere queste due brevi righe notando a malincuore che la cultura a Vittorio Veneto è in fase di declino. Mi presento brevemente, perchè personalmente non accetto commenti o critiche da chi non ha le competenze per parlare e dagli anonimi.

 

Mi chiamo Maxine Rizzotto e sono nata e cresciuta proprio a Vittorio veneto, nella frazione di Carpesica. Sin da bambina ho intrapreso gli studi classici di pianoforte sotto la guida un'insegnante di Vittorio Veneto che grazie alla sua bravura mi ha permesso di entrare al Conservatorio di Venezia, dove mi sono diplomata in Pianoforte; in seguito ho studiato all'École Normale de Musique de Paris come pianista accompagnatrice vincendo il Brevet d'Acompagnemet, per poi entrare al Conservatorio di Milano ottenendo il Diploma di II livello come Pianista Maestro collaboratore.

 

Ora studio Direzione d'orchestra sempre al Conservatorio di Milano. Di esperienze ne ho fatte e ne faccio di continuo, sia come pianista, cembalista e direttore d'orchestra, come ad esempio nel Vivaldi Festival svedese, in Teatro alla Fenice vincendo una borsa di studio da giovanissima, sino alla Biennale di Venezia, all'insegnamento in scuole private in ogni città in cui ho vissuto e altro ancora.

 

Leggo veramente a malincuore che quest'anno (nuovamente) uno dei concorsi più importanti d'Italia, ossia il Concorso di Violino di Vittorio Veneto, è stato soppresso. Adesso, conosco almeno un centinaio di violinisti e almeno una ventina di giovani interessati e validi musicisti che il concorso lo avrebbero fatto volentieri, e non tanto per farlo ma per vincerlo: parliamoci chiaramente, ciò porterebbe ulteriore fama e notevoli ingressi economici alla città.

 

Nonostante tutte le alte aspettative che si hanno da tale evento, il concorso non si fa. E non voglio sentire parlare di sponsor o di denaro, come se bisognasse giustificare ad ogni mancanza culturale una mancanza economica. Io da musicista professionista non lo accetto e non accetto giustificazioni di nessun tipo.

 

Perchè? Perchè a soli 25 anni sono riuscita ad allestire in Svezia per due anni di seguito con l'aiuto di un'associazione svedese un'opera lirica barocca italiana (repertorio che sicuramente non fa parte del bagaglio culturale di uno svedese medio e forse neppure di un musicista svedese) e a farci due tournée finanziate dai comuni.

 

E il pubblico svedese ha riempito la sala per venire a vedere una decina di sconosciuti italiani. Il giudizio al lettore. Ecco ciò che io chiedo retoricamente: È l'Arte che va pagata o l'Arte che deve pagare? Mi chiedo quindi come una città che si definisce da sè la "Città della Musica", la quale (ciliegina sulla torta) ha eletto un sindaco musicista, si permetta di eliminare un fiore all'occhiello della musica classica come il concorso violinistico.

 

Perchè voglio che si sappia che quando dico ad un musicista che provengo da Vittorio Veneto, questi mi risponde nominando il concorso di Violino. Se prima per me poteva esser un vanto provenire da questa città che aveva tanto riguardo per la musica classica, ora non mi resta che vergognarmene".

 


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