23 febbraio 2020

Vittorio Veneto

Il Concorso di Violino muore. E con lui, chi ci ha creduto

Fiorella Foti, anima della rassegna, racconta "un romanzo amaro"

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Il Concorso di Violino muore. E con lui, chi ci ha creduto

VITTORIO VENETO - Il più antico e illustre concorso di violino italiano, quello di Vittorio Veneto, quest'anno non si farà. Una soppressione decisa in maggio, e confermata ora. Mancano i fondi, a detta dell'amministrazione: 100mila euro per salvare un evento sono davvero troppi. Anche se l'evento in questione, nato a Vittorio Veneto nel 1962, spiccava a livello internazionale, portando in città artisti da ogni parte del mondo e dando la possibilità ai musicisti di entrare Emcy (European Union of Music Competitions for Youth). Anche se, l'evento, era il fiore all'occhiello della cultura vittoriese: invidiato, ambito, sofferto, cresciuto da un gruppo di persone che ci credevano davvero.

 

Anima della rassegna era Fiorella Foti (in foto). Lei, si è sempre occupata di ogni aspetto della manifestazione. Mettendoci l'anima. "L'ho cresciuto come un figlio, questo concorso, e la delusione che ho provato quando mi è stato tolto è stata immensa". Fiorella Foti, direttrice artistica dell'Associazione Musicale "Gruppo d'Archi Veneto", è restìa a rispondere alle nostre domande. Perché non si trovano 100mila euro per una manifestazione di tale importanza? Cosa perde Vittorio Veneto? E i musicisti? E tutti coloro che, per decenni, ci hanno lavorato? Fiorella Foti non vuole fare polemiche. Esita. E poi…racconta. Ciò che è stato, per lei e per tutti, il Concorso nazionale di Violino di Vittorio Veneto.

 

Il Concorso Nazionale di Violino

di Fiorella Foti

 

Nei suoi capitoli finali quello di Vittorio Veneto è un romanzo per me molto amaro: ogni volta che leggo o sento qualcosa sulla manifestazione, avverto il riacutizzarsi di una ferita che forse non si è mai cicatrizzata. Per questo ho deciso da anni di stendervi il classico, pietoso velo… Ma non posso sottrarmi, in coscienza, a qualche riflessione per il “Quindicinale”. Lo devo alla memoria del carissimo, indimenticato amico Dario De Bastiani, che ha condiviso con me e con i vari Maestri legati a Concorso e Rassegne le vicende felici e tristi di questa manifestazione, dando voce – sempre con attenta partecipazione - ai successi via via conseguiti e alle delusioni spesso subite... Poteva farlo da un osservatorio privilegiato, visto che non ne parlava mai a sproposito, ma conoscendone i meccanismi interni, lui che era stato anche pubblico amministratore e che aveva avuto modo per molti anni di essere organizzatore dell’evento, in qualità di presidente dell’Azienda di Soggiorno cittadina, supportato dall’entusiastica adesione di persone come il comm. Pasqualis, la prof.ssa Parravicini, il prof. Toffoli, il cav. Balbinot …, e avvalendosi del perfetto coordinamento organizzativo di una persona di solida professionalità, oltre che animata da sincera passione ed entusiasmo, quale Tiziano Forcolin.

 

Un passato ricco di memorie, in un clima di convinta volontà ad andare avanti, che faceva superare ogni ostacolo, tecnico o finanziario che fosse.

Non voglio entrare nelle scelte compiute dall’Amministrazione dopo le mie dimissioni. Preferisco tacere, soprattutto alla luce del fatto che non è sfuggita ai più la volontà di cancellare perfino il ricordo di decenni dedicati, e non solo da me, a far crescere Concorso e Rassegne. Per fortuna ogni tanto viene almeno citato il nome dell'indimenticabile M° Benvenuti, vero esempio di vita spesa al servizio della Musica, lontanissima da qualsiasi tornaconto personale e da ogni invidia, piccineria e voglia di protagonismo.

 

Sorvolando sul lavoro più che trentennale della sottoscritta, sarebbe bello che ogni tanto venisse ricordata la generosa disponibilità e la competenza del Comitato Artistico che (sotto la presidenza di un politico illuminato come Mario Botteon) ha operato fino a otto anni fa : per chi capisce di musica, già i loro nomi erano una garanzia! Persone che a titolo del tutto gratuito, val la pena di sottolinearlo, si sobbarcavano di viaggi e fatiche per non mancare alle nostre riunioni : ricordo una volta in cui il M° Accardo arrivò direttamente a Vittorio reduce da una tournée, senza neppure tornare prima a casa. O un’altra occasione in cui il M° Zanettovich partì da Trieste sfidando tuoni e fulmini, e dovette compiere non so quante deviazioni a causa di strade chiuse per nubifragi e allagamenti! Persone che sono state liquidate con una vergognosa lettera in cui si annunciava la decisione di “licenziarli”, per una non meglio precisata “volontà di cambiamento” (!).

 

Ma, nonostante i maldestri (e a volte perfino squallidi) tentativi di screditarci, sono le nostre storie personali, i numeri e l’evidenza a parlare per noi: nel 2005 io e il Comitato Artistico abbiamo lasciato una manifestazione ai vertici della considerazione nazionale ed internazionale, che godeva di appoggi di sponsor, di premi speciali, di decine di borse di studio offerte per i giovani delle Rassegne, di una ventina di concerti messi in palio per i vincitori del Concorso dalle più titolate Istituzioni concertistico-orchestrali….

 

Ne' si può certo dire, mi pare, che l'ingresso nell’EMCY e la proficua attività europea, avendo a cuore sempre e soltanto il futuro dei giovani musicisti, sia attribuibile a chi ha gestito la manifestazione dal 2005 in poi... Amareggia pensare come sia stato disperso e vanificato il lavoro dei miei sette anni in qualità di Delegato per l’Italia (tre dei quali in veste di componente del Board, dopo l’elezione del 2002 al Congresso di Altea, in Spagna), oltre al biennio che avevo speso , tra il 1996 e il 1998, nel lavoro di preparazione per consentire l’ingresso della manifestazione, tra non facili contatti diplomatici, incontri, colloqui, giorni e giorni passati a stendere progetti e relazioni artistiche in tre lingue diverse …

 

Fatiche che non mi sono mai pesate e di cui non mi sono mai pentita. Anzi! Vedere poi musicisti come il Trio Malipiero , il Quartetto Pezzé, Markus Placci, il Quartetto di Cremona o il Trio Broz girare per l’Europa e farsi conoscere suonando nelle più prestigiose sale e teatri di Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Russia ecc, mi ha sempre riempito di gioia e di orgoglio! Grazie anche al generoso sostegno della “Musicarchi” (l’Associazione costituitasi all’indomani dell’ingresso nell’EMCY, proprio allo scopo di aiutare i giovani meritevoli premiati a Vittorio), questi strumentisti hanno potuto entrare nel mondo del concertismo internazionale, dove oggi continuano a mietere successi. Ecco, forse ho commesso un peccato di ingenuità, lo riconosco, nel non mettere in conto che un‘affermazione di così ampia portata, anche sulla scena europea, avrebbe finito inevitabilmente con il suscitare invidie, gelosie, appetiti vari…

 

Il mio più bel goal? Le 412 lettere che mi arrivarono all’indomani delle mie dimissioni e che conservo gelosamente. Tutte, da quelle di Abbado e Muti fino ad altre di anonimi allievi e insegnanti che non avevo mai visto o conosciuto prima. L’affetto che tutti coloro i quali sono passati dalla manifestazione (allievi, genitori, maestri, colleghi omologhi di tutta Europa) continuano a dimostrarmi. L’amicizia e la stima di cui tutti mi onorano. Sono cose che scaldano il cuore, perché dimostrano che qualcosa di buono ho lasciato.

 

Oggi con sereno distacco posso dire che Vittorio Veneto ha rappresentato per me, tranne che nella sua ultimissima fase, un periodo meraviglioso, senza il quale non possederei una grande ricchezza interiore fatta di ricordi, di emozioni, di belle persone. Un percorso che per me ad un certo momento divenne impraticabile, e quindi – poiché la sottoscritta non si è mai piegata a compromessi e tornaconti di nessun genere - destinato a finire (anche se, a dirla col Poeta, "il modo ancor m'offende” !).

 

Francamente non so chi a Vittorio Veneto si ricordi ancora di me… Ne sono dispiaciuta e forse anche un po’ delusa, ma non importa. Per quanto grande possa essere il tentativo di chi vuole rimuovere il passato, in mio favore testimoniano forte e chiaro il mio operato la e la mia situazione attuale, dalla quale si può universalmente capire - e lo posso affermare a testa altissima!- che non mi sono servita della manifestazione per ritagliarmi spazi personali o per costruirmi carriere, nonostante mi venissero offerte su un piatto d’argento magnifiche opportunità da parte di Teatri, Orchestre, Enti ((tutto documentato!). Non ho mai accettato alcuna proposta : non avrei mai potuto abbandonare il “nostro” Concorso e Rassegne, o peggio ancora , servirmene.

 

Ho cercato piuttosto di servire la Musica, questo sì, e continuo a farlo oggi, come volontariato teso a far godere di questo bene quante più persone possibili. Un volontariato musicale che sto portando avanti all'insegna della più totale e gioiosa gratuità, attraverso l'orchestra che ho fondato dieci anni fa (il “Gruppo d’Archi Veneto”), avendo presenti gli insegnamenti del mio amato M° Benvenuti e del M° Farulli : "la Musica è un bene che va restituito".

 

Continuo a praticare un'arte magnifica, aiutando come posso i giovani musicisti meritevoli, testimoniando soprattutto attraverso la pedagogia dell'esempio (come hanno fatto con me i veri, grandi Maestri del passato) che si può fare molto per educare alla bellezza e alla sensibilità, anche stando dietro le quinte. Anzi, forse si può fare ancora di più, perché si è liberi di agire senza vincoli, senza interessi personali e senza opportunismi.

 

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