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02 dicembre 2021

Cronaca

Concluse oggi le riprese in Veneto per il docu-film su Carlo Scarpa

Il progetto, diretto da Stefano Croci e Silvia Siberini, ripercorre i luoghi strettamente legati alle opere e alla formazione dell'architetto veneziano, dall'Italia fino al Giappone.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Il Padiglione sull’acqua della Tomba Brion - San Vito di Altivole

VENETO - Si sono svolti in questi giorni le riprese in terra veneta de “Il Padiglione sull’acqua”, film documentario sulla vita di Carlo Scarpa. Diretto dai registi Stefano Croci e Silvia Siberini, il film è prodotto dalla casa di produzione cinematografica bolognese Caucaso, con il contributo della Regione del Veneto, in coproduzione con Freetowork e in collaborazione con Avrotros.

Dal 25 al 28 ottobre, la troupe ha ripercorso i vari luoghi della vita e dell’immaginario di Carlo Scarpa in Veneto al di fuori della natia Venezia. Partita il 25 ottobre dal Museo di Castelvecchio a Verona, la squadra di produzione si è successivamente spostata presso la Tomba Brion a San Vito d’Altivole (dove è presente il "Stefano Croci e Silvia Siberini, per poi visitare il Museo Gipsoteca Antonio Canova a Possagno e infine concludere questo primo ciclo di riprese a Vicenza, prima presso la Casa Gallo gestita dalla Biblioteca Internazionale La Vigna e successivamente presso la Cava Arcari del Laboratorio Morseletto.

Questi continui spostamenti rientrano nella volontà dei registi di impostare il piano di lavorazione dell’opera su un ampio respiro, effettuando riprese non solo in Italia (tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Sicilia), ma anche in Svizzera e Giappone, seguendo gli itinerari costellati dalle principali opere scarpiane e i vari luoghi che hanno profondamente segnato la vita dell’architetto.

Sarà soprattutto la profonda relazione coltivata da Scarpa con il Giappone uno dei punti focali del film-documentario. La cultura, l’estetica, l’architettura, la tradizione artigiana, perfino la poesia del Paese del Sol Levante hanno infatti profondamente influenzato il percorso umano e professionale di Carlo Scarpa.

Il progetto cinematografico ha come scopo principale dimostrare da una parte il posto d’onore che Carlo Scarpa ricopre nella cultura, nella storia dell’arte e dall’architettura nazionale ed internazionale, dall’altra la sorprendente e rivoluzionaria attualità della sua opera e la necessità della sua conoscenza e del suo studio attraverso un continuo lavoro di valorizzazione e conservazione.

I pensieri e i ricordi di chi l’ha conosciuto, chi lo ha studiato e di chi si è confrontato con la sua eredità artistica, insieme al più vario e ricco materiale d’archivio, permetteranno di rivivere l’epoca storica e culturale in cui visse e operò l’architetto e, contemporaneamente, di avvicinarsi al suo inimitabile processo creativo e alla sua dedita ricerca della bellezza.

 


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Leonardo Sernagiotto

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