01 agosto 2021

Treviso

"Con il Covid anziani ancora più fragili e sempre più soli"

Franco Marcuzzo guiderà nei prossimi anni i trentottomila pensionati della Cisl di Treviso e Belluno: "Ci batteremo per una sanità più capillare e presente nei territori".

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO - Franco Marcuzzo, 66 anni, “marenese” come gli piace rispondere alla domanda sulla sua provenienza, guiderà nei prossimi anni i trentottomila pensionati della Cisl di Treviso e Belluno. Esponente cislino molto noto nella Marca, si è occupato a lungo di ambiente e di immigrazione, collaborando anche con la Caritas diocesana per la realizzazione del dossier annuale sulla presenza degli stranieri in provincia.

Un nuovo incarico, una nuova sfida nella e per la Cisl

Mi sono messo a completa disposizione dell’organizzazione, una Federazione che ha più di 38mila iscritti. È un grande onore essere chiamato alla guida della Fnp Belluno Treviso, un sindacato presente in maniera capillare nei due territori, con centinaia di collaboratori a stretto contatto con gli iscritti e gli anziani delle due province.

Quali le priorità oggi per i pensionati?

Oggi la cosa più importante è superare l’emergenza sanitaria per la quale gli anziani, anche nelle province di Treviso e Belluno, hanno pagato un prezzo troppo alto in termini di vite perse, ma anche di disagio sociale, isolamento, annullamento delle relazioni con i familiari e le persone care, depressione.

Che tipo di interventi sono impellenti?

Vaccinare, vaccinare, vaccinare, a partire dalle persone vulnerabili come gli anziani e chi soffre di patologie. Mettere ordine una volta per tutte al grande caos con cui sta procedendo la campagna vaccinale, anche in Veneto. Gli anziani stanno andando in tilt, con le Ulss che vanno tutte per conto proprio, i vaccini che tardano ad arrivare, i metodi di convocazione che cambiano ogni giorno: serve omogeneità nell'accesso al vaccino, ma anche facile praticabilità e regole chiare.

Ci sono state molte lamentele per le code nei vax point…

Le lunghe code che si sono registrate anche nei centri vaccinali del nostro territorio sono la punta dell’iceberg di un problema generale che va affrontato subito. In questi primi giorni da segretario generale, mi hanno chiamato moltissime persone che ho incontrato negli anni di attività sindacale nel territorio chiedendo al nostro sindacato di aiutare a fare chiarezza sulla campagna vaccinale, sulla validità dei vaccini, sulle modalità di convocazione. In giro c’è una grande confusione su tutti i fronti, le persone anziane sono disorientate, si fa troppa comunicazione e tanto chiasso.

Cosa pensa delle prese di posizione (e di distanza ) rispetto ai vaccini e alla loro efficacia?

A chi ha ancora dubbi sulla validità dei vaccini mi permetto di suggerire di guardare i dati sull’andamento della mortalità nelle case di riposo, dove, grazie alle vaccinazioni, si è passati da situazioni pesantissime ad un tasso di mortalità in linea con gli anni passati. La campagna vaccinale fatta a tappeto nelle Rsa ha dato risultati importanti, salvando molte vite di quelli che sono i nostri amici, i nostri genitori, i nostri nonni.

Qual è l’impatto della pandemia su una organizzazione come la vostra?

Il Covid-19 ci sta mettendo di fronte a inedite situazioni di disagio sociale e familiare. Le famiglie sono in seria difficoltà: per il lavoro che manca, per la didattica a distanza da gestire, per l’impossibilità di godere della presenza e dell’aiuto dei nonni. Gli anziani si sono ritrovati ancora più fragili e soli, soprattutto quelli con patologie e disabilità.

Ha già in mente come intervenire?

Ci batteremo con ancora maggiore impegno per una sanità più capillare e presente nei territori, per pensioni più eque, per la garanzia dell’assistenza socio-sanitaria territoriale, per la diffusione delle medicine associate, per la tanto attesa riforma delle Ipab. Rilanceremo tutte le iniziative che da sempre ci vedono impegnati ogni giorno: l’assistenza diretta ai pensionati tramite i nostri Sportelli e la rappresentanza nella contrattazione sociale con gli enti e i Comuni delle due province.

38mila iscritti alla Federazione dei pensionati non sono pochi. Se poi non utilizzano Internet, posta elettronica e Whatsapp.. Come riuscite a comunicare con tutti?

Ci sarà un forte impegno per individuare nuove forme e modelli di comunicazione con i nostri associati e anche rafforzare i rapporti con tutte le categorie della Cisl, con particolare attenzione al mondo del lavoro, strettamente connesso al futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti: se non c’è lavoro per loro, non ci sarà neanche la possibilità di sostenere e migliorare le pensioni, la sanità e i servizi di assistenza agli anziani.

 



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Roberto Grigoletto

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