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03 dicembre 2021

Vittorio Veneto

Il compleanno della bretella (incompleta)

Bastanzetti chiede lumi sul futuro viario di Vittorio Veneto sud

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Il compleanno della bretella (incompleta)

VITTORIO VENETO - Quattro anni fa veniva inaugurata la bretella Pinto (6334). Un’ opera iniziata nonostante la fortissima opposizione del consiglio quartiere di Ceneda, di diversi comitati cittadini e anche della Soprintendenza guidata dall’ architetto Monti.

 

Costi. La nuova strada costò, tutto compreso, una decina di milioni di euro versati da comune, provincia e soprattutto regione che a quel tempo era guidata da Galan con l’assessore ai lavori pubblici Chisso, (politici implicati nello scandalo Mòse).

Ambiente e storia. La bretella - come affermarono in molti - distrusse un ambiente di pregio, coltivato amorevolmente da due millenni, che rappresentava il cuore della centuriazione romana di Ceneda, in uno dei suoi esempi meglio conservati nell’intero nord Italia.

Intenti. L’opera si proponeva di: migliorare il traffico della parte sud della città; sgravare il centro di S. Giacomo dal traffico che la assedia; collegare il casello A27 con la zona industriale. Progettisti e sponsor vari assicuravano che sulla nuova arteria sarebbero transitati 16 mila veicoli al giorno.

 

Il compleanno e le criticità. “A quattro anni dall’inaugurazione - spiega Michele Bastanzetti - il bilancio di quest’opera è fallimentare: il traffico sud, lungo la Statale d’Alemagna, è globalmente peggiorato e con esso la vivibilità della zona; San Giacomo non è stata minimamente alleggerita dal suo ammorbante traffico, anzi le code si sono allungate; ii camion da e per la zona industriale continuano a percorrere la pericolosa via Sotto Rive e non la Pinto; di veicoli al giorno, sulla Pinto, ne passano non più di un quinto di quelli pronosticati. Va ricordato inoltre che l’opera, nonostante fossero previste due rotonde fondamentali sulla Bressana e sulla Mascagni, comportò l’interruzione nord-sud di questi strategici assi di alleggerimento viario poiché tali rotonde non sono mai state realizzate (l’incrocio Bressana è ancora coi jersey dopo 4 anni!). Manca un lungo tratto di ciclabile da Cal de Prade a via del Bersagliere per cui i ciclisti continuano a preferire la vecchia via del Lavoro; manca un tratto di barriere fonoassorbenti a protezione di via ai Mori- borgo Vendràn che, attraverso tale “buco”, subiscono l’inquinamento acustico non solo della bretella ma pure della Plastomeccanica. Altro? Non sono mai state realizzate altre tre promesse fatte all’ epoca dall’ amministrazione e cioè la sistemazione del park all’imbocco ovest della Pinto, la ciclabile Pinto-Cozzuolo e la messa in sicurezza di via Grazioli-Canova con marciapiedi mancanti e rifacimento dell’asfalto” .

Le critiche attente di Bastanzetti non si fermano qui. “Circa la realizzazione della “sottobretella” che dovrebbe collegare la Pinto alla zona industriale, distruggendo inutilmente altro terreno vergine e sperperando altre risorse finanziarie - chiosa Bastanzetti - c’è da ricordare che tale progetto è stato approvato dal consiglio comunale, ma è stato depennato dal Piano Opere Pubbliche e si ha la impressione che esso sia finito (giustamente) nel dimenticatoio. Tale sottobretella d’altronde non può certo essere sostenuta come “variante della SS51” visto che la variante è invece in corso di realizzazione ad est, col traforo S Augusta di cui si prevede il 2° stralcio fino al poligono Costa".

 

Le proposte, e le richieste. “Come SAC (gruppo di Storia, Ambiente e Cultura) - conclude Michele Bastanzetti - chiediamo dunque alla nuova amministrazione Tonon: se intende finalmente realizzare le rotonde (Bressana e Mascagni) e le ciclabili che mancano sulla Pinto; che fine hanno fatto le altre promesse opere di completamento alla Pinto (park A27-ciclabile per Cozzuolo); se dobbiamo considerare archiviata la inutile sottobretella Bressana-Zona Industriale. E se intende ricalibrare via Sotto le Rive per consentirvi il traffico pesante senza gli attuali rischi.”

Per finire Bastanzetti ripensa ai quartieri. “Il sindaco Tonon - chiede - intende ridare ai vittoriesi, tramite i Consigli di Quartiere promessi in campagna elettorale, la possibilità di esprimersi in merito alle opere che riguardano il luogo in cui vivono?” La domanda è aperta. Alla giunta.

 



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