13 maggio 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Colline Unesco, Farra vuole distinguersi: "Le nostre rive eroiche vanno tutelate, va riconosciuto valore diverso"

Lettera del sindaco al presidente della docg Nardi e al governatore Zaia

| Claudia Borsoi |

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rive eroiche Farra di Soligo

FARRA DI SOLIGO - «Le nostre “rive eroiche” vanno tutelate, difese e preservate in quanto uniche. Per questo va avviata urgentemente una riflessione affinché sia riconosciuto un valore diverso al Conegliano Valdobbiadene di questa area già dal prossimo futuro».

 

Il sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin, facendosi interprete e portavoce di diversi segnali arrivati dal territorio, ha scritto al presidente del Consorzio Tutela del Conegliano Valdobbiadene Superiore Innocente Nardi chiedendo l’avvio di una riflessione che, a distanza di un anno dal riconoscimento Unesco ottenuto da queste colline, si fa ora, anche in vista di prospettive future, quanto mai urgente. La lettera è stata spedita per conoscenza anche al governatore del Veneto Luca Zaia e alla presidente dell’associazione per il Patrimonio delle Colline Unesco Marina Montedoro.

 

A Farra di Soligo, nel cuore della core zone del sito Unesco, la gran parte dei vigneti che scandiscono le colline sono ancora coltivati a mano. Come scrive Perencin, qui i viticoltori «per secoli si sono spaccati la schiena sui ripidi pendii in cui l’avvento della tecnologia poco può ancor oggi per agevolare un lavoro esclusivamente manuale». Da qui la sua richiesta di dare un valore diverso al prodotto qui coltivato e alla fatica che ci sta dietro perché «il rischio, che già si rileva in alcune zone, è che queste terre siano lasciate al loro destino, perché con il solo amore e la sola passione per il proprio lavoro non si possono mandare avanti le aziende». Il rischio cioè è che le rive eroiche possano non avere un domani e che si perda un pezzo di storia umana e culturale simbolo di quest’area che anche l’Unesco l’ha riconosciuta per la sua unicità.

 

«Non entro nel merito di immettere o meno un minor quantitativo del prodotto della prossima vendemmia sul mercato per salvaguardare il valore del Conegliano Valdobbiadene. Queste sono scelte che spettano alla parte produttiva e al Consorzio che lei presiede – scrive Perencin a Nardi -. Ma come sindaco non le nascondo di sentire il dovere di porre l’attenzione sul rischio che sta correndo in questo momento proprio il sito riconosciuto Unesco solo un anno fa. Se allora le colline più ripide del Conegliano Valdobbiadene, come da Lei riferito anche in assemblea giorni fa, si devono distinguere per la qualità e non per la quantità, Le chiedo che sia avviata una riflessione».

 


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