03 giugno 2020

Montebelluna

Collega contagiata, lo sfogo del dipendente comunale: "Positiva perché non siamo stati tutelati"

Atto di accusa nei confronti della Municipalità che avrebbe agito con scarsa tempestività

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Municipio di Montebelluna

MONTEBELLUNA – Ci ha contattati un dipendente comunale di Montebelluna amareggiato e preoccupato dopo che una sua collega è risultata positiva al Coronavirus. “Personalmente avevo stima del sindaco ma quanto accaduto in queste settimane è motivo di grande delusione e amarezza per me ed altri colleghi. A Montebelluna si è giocato con le vite delle persone”.

Lo sfogo prosegue: “Non è vero che siano state attivate prontamente misure per lo smart work, solo dopo che venerdì scorso i media hanno diffuso la notizia del caso positivo, in fretta e furia gli amministratori pubblici si sono attivato, comperando qualche computer e predisponendo che restassimo a casa. Va inoltre detto che nessuna comunicazione ufficiale ci è stata fatta fino a ieri pomeriggio”.

“In maniera informale ci hanno convocato uno per uno per dirci della collega di cui avevamo già appreso dai media e solo su nostre insistenze ci hanno fatto il suo nome, adducendo norme sulla privacy: ma stiamo scherzando? Come avremo potuto sapere se eravamo entrati in contatto con la collega, senza nemmeno conoscerne l’identità?”.

“Certo in municipio si riceveva solo su appuntamento negli ultimi tempi ma null’altro è stato fatto. D’altronde il caso positivo si è registrato all’ufficio scuola, che poteva essere chiuso da tempo visto che le scuole non sono attive da oltre un mese. Nessuno si è preoccupato di ridurre l’operatività dove non serviva né tanto meno di attuare per tempo lo smart work, come già consigliato nei precedenti decreti. Quanto alla sanificazione dei locali, non è mai stata fatta!”.

“Un comportamento davvero grave, che ci ha esposti tutti al contagio – il dipendente che ci ha contattati parla con tono calo ma sconfortato –. Sono molto preoccupato per la mia salute e quella della mia famiglia e sono amareggiato perché ho colto disinteresse e noncuranza da parte degli amministratori per noi dipendenti: non si fa così abbiamo diritto anche noi ad essere tutelati. Sono profondamento deluso! È una vergogna!”.

Nel corso del colloquio sono state pronunciate anche parole più gravi che però abbiamo scelto di omettere ma il senso delle dichiarazioni è stato rispettato. Inoltre, per correttezza riportiamo quando divulgato dall’amministrazione comunale ieri, sulle misure adottate in municipio a Montebelluna, al fine di dare ai lettori un quadro il più completo possibile.

Questo il comunicato stampa integrale del Comune di Montebelluna:

Il Comune Montebelluna è stato uno dei primi comuni ad attivare il Coc – Comitato operativo comunale - anche in ragione dei casi di Coronavirus che si sono presentati in città a partire da venerdì 7 marzo. Presso la sede comunale sono state date disposizioni di carattere igienico sanitario fin dall’inizio dell’emergenza (DPCM per la pulizia delle scrivanie con prodotti igienizzanti e sono stati messi a disposizione mascherine e presidi igienizzanti sia per il personale che per i cittadini che accedono alle sedi comunali. Dall’entrata in vigore del DPCM dell’11 di marzo e del Decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo sono state date misure al personale volte a limitare la presenza in servizio e ciò usufruendo delle ferie pregresse, nel mentre si attivano le iniziative volte a favorire il lavoro agile. In particolare, su questo aspetto, si è provveduto ad acquistare 50 slot (accessi al sistema Helley gestionale del Comune) per l’attività del telelavoro e di 15 pc portatili, uscendo pertanto dalla convenzione Consip in virtù dell’entrata in vigore delle vigenti norme in materia, e si sta attivando anche il collegamento con pc personali dei dipendenti che lo hanno messo a disposizione per lavorare da casa. Oggi 23 marzo 2020 nell’ente Comune, che conta oltre 160 dipendenti, sono in servizio fisicamente per garantire attività indifferibili 13 dipendenti di cui 7 in Municipio (più il sindaco), 3 nel settore lavori pubblici e 3 in Casa Roncato oltre ad una squadra di 4 operai per il pronto intervento, gli addetti della Polizia locale, della Protezione civile e dei servizi sociali che seguono l’assistenza domiciliare. Circa il caso del dipendente comunale risultato positivo, che peraltro era già a casa dalla fine della settimana scorsa (14 marzo), la notizia è emersa venerdì mattina 20 marzo ed il sindaco ha attivato prontamente l’Ulss per la profilassi del caso. L’Ulss 2, alla quale è stato fornito l’elenco delle persone che il dipendente aveva annoverato nei suoi più recenti contatti e comunque quando era già in vigore la misura droplet, si è attivata per contattare i dipendenti segnalati. Si è disposto inoltre per la sanificazione di tutti gli ambienti della sede municipale e progressivamente anche delle altre sedi comunali. Inoltre, fino al 3 aprile, l’Ufficio Anagrafe garantisce la propria attività attraverso richieste inoltrate via PEC (protocollo.comune.montebelluna.tv@pecveneto.it) o via mail (demografici@ comune.montebelluna.tv.it) e previo appuntamento telefonico (ufficio anagrafe 0423/617260-261-557). Si precisa che le dichiarazioni di residenza e ogni altra richiesta anagrafica possono essere inoltrate via PEC e via mail agli indirizzi sopra indicati e che il D.L. n.18/2020:

• ha sospeso i termini dei procedimenti dal 23 febbraio al 15 aprile 2020.

• ha prorogato al 31 agosto 2020 la validità dei documenti di riconoscimento e di identità scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento.

È inoltre sospeso il servizio per la Camera di Commercio di Treviso e l’Ufficio di Stato Civile riceve esclusivamente le denunce di nascita, di morte e servizi funebri cimiteriali, ossia le attività indifferibili, mentre tutti gli altri servizi non indifferibili sono sospesi. Spiega il sindaco, Marzio Favero: “Ancora prima del decreto legge del 17 marzo scorso, la struttura comunale si era mossa per creare le condizioni per attivare lo smart working tra i dipendenti, modalità di lavoro che poi ha trovato ulteriore impulso nello stesso Decreto Cura Italia: il tutto in un tempo che si può considerare record tenendo conto della fase emergenziale già in atto e delle difficoltà a reperire i beni strumentali necessari. A questo risultato si arrivati osservando comunque la capacità di dare risposte attraverso la Protezione civile ed i servizi sociali a tutte le persone che hanno bisogno di assistenza per l’acquisto di farmaci e per l’approvvigionamento dei generi alimentari o di pasti caldi nonché per le altre esigenze del caso. Anche se a regime ridotto il Comune continua a lavorare per dare le risposte fondamentali alla città”. Nota tecnica: per la protezione del personale che lavora allo sportello dell’Anagrafe e dei servizi sociali, si sono reintrodotte quei vetri di separazione che erano stati tolti dall’amministrazioni precedenti.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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