05 agosto 2021

Treviso

Coalizione Civica per Treviso contro il Presidente Draghi: «Cambi le sue posizioni sui “salvataggi" della Libia»

Luigi Calesso della lista CCT si rivolge direttamente al Presidente Mario Draghi invitandolo a rivedere quanto detto durante la sua visita a Tripoli

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Mario Draghi

TREVISO - Una visita che ha generato non poche polemiche a seguito dei complimenti rivolti da Draghi al presidente del consiglio libanese, per la gestione delle drammatiche condizioni dei migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo, esprimendo la sua “soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi”. Un'affermazione che stupito molti, visti i numerosi episodi di violenza da parte della Guardia Costiera di Tripoli e, in special modo, all’interno dei centri di reclusione, dove i naufraghi vengono sistematicamente riportati e dove si continuano a registrare episodi di tortura e uccisioni.

I pareri discordi non sono tardati ad arrivare: tra i primi a prendere le distanze dalle affermazioni del presidente del consiglio è stato il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: “Draghi esprime soddisfazione per il lavoro della Libia sui salvataggi? Evidentemente gli sfugge la differenza tra salvataggio e cattura […]. Esprimere soddisfazione per il lavoro della Libia su questo fronte mi pare francamente inaccettabile“.

Una posizione condivise anche da Luigi Calesso, della Coalzione Civica per Treviso, il quale si è rivolto direttamente a Darghi: “Come ha detto Erri De Luca: ce ne vuole di fantasia o di malafede per chiamare salvataggi i sequestri di persone in mare e le deportazioni.[...].” scrive Calesso “Non mi sfugge certo la volontà del governo che Lei presiede di favorire il consolidamento del processo democratico a cui il nuovo governo libico di unità nazionale sta lavorando e sono ben consapevole dell’importanza del successo di questo processo […] . Non credo, però, che serva a questo scopo trasformare in salvataggi quelli che vengono molto più correttamente definiti sequestri e deportazioni.”.

E continua ”Non serve a un processo democratico trasformare la realtà perché la giustificazione della violenza non ha mai aiutato il consolidamento della sovranità popolare. Sono altrettanto consapevole delle responsabilità dei governi italiani nel finanziamento e nell’armamento proprio dei lager e degli aguzzini libici, responsabilità che, ancora, coinvolgono marginalmente il governo di cui Lei è alla guida. Eppure, proprio da un governo come il Suo […] mi sarei aspettato un atteggiamento radicalmente diverso nei confronti del dramma che vivono i migranti in Libia e nel Mediterraneo.”.

Calesso conclude ricordando come Draghi si sia invece esposto contro il presidente turco Erdogan definendolo, senza troppi giri di parole, un dittatore: “continuo a pensare che, con altrettanta nettezza, Lei e il suo governo potreste (e dovreste) ritornare a definire quello che accade ai migranti in Libia e nel Mediterraneo con le parole adatte e tra queste non ci può essere soddisfazione. Lo dovete ai bambini, alle donne e agli uomini che vivono sulla propria pelle quel dramma, a chi si fa carico di offrire loro una speranza quando sono in mare e quando scendono a terra, al rispetto delle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia, alla dignità stessa delle istituzioni del nostro Paese che non possono nascondere la realtà in nome di una “realpolitik” tanto presunta quanto spregevole.”.

 

 


| modificato il:

Ilaria Frare

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