05 aprile 2020

Montebelluna

Clochard trovato morto in stazione, il sindaco: “Comune non è stato indifferente”

Marzio Favero: “Vergognoso che si faccia speculazione politica”

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ambulanza

MONTEBELLUNA - “Torno ad esprimere il mio cordoglio personale e quello della Città per la morte di una persona giovane, dalla vita travagliata, che ha concluso un percorso esistenziale infelice. E questo accresce il dispiacere. Ma non corrisponde alla verità dei fatti che vi sia stata l’indifferenza del Comune e della Città”.

A dirlo il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, alla luce della presa di un consigliere comunale di minoranza riguardo il caso del clochard trovato 36enne trovato morto in stazione la mattina di Santo Stefano

“È vergognoso – afferma il primo cittadino - che un consigliere di minoranza, nel tentativo di colpire l’avversario politico, faccia speculazione politica su un dramma umano, segnato da un percorso autodistruttivo, dando una rappresentazione di Montebelluna come città indifferente, quando invece è nota per la sua capacità di inclusione e integrazione. E c’è una domanda che sta sorgendo spontanea fra molti cittadini: visto che lui sapeva, perché non è intervenuto?”.

 

Favero ripercorre gli ultimi contatti del senzatetto con Polizia Locale e Protezione Civile.

“Giovedì scorso è stato soccorso dalla Polizia Locale e dalla Protezione Civile ed è stato ricoverato presso il Pronto soccorso di Montebelluna- racconta il sindaco -. Il giorno dopo si è trasferito di propria volontà a Treviso. Si è ripresentato il giorno di Natale a Montebelluna e subito dei cittadini sensibili hanno provveduto a chiamare il 118. È stato nuovamente ricoverato al Pronto Soccorso. Da quanto risulta alla Polizia Locale si è allontanato volontariamente e si è recato di notte nella stazione dove si è spento.

Forse non cercava il rapporto con l’ente pubblico perché ormai era diventato un irregolare. Ma leggo che si sottraeva anche all’aiuto degli amici e dei familiari.  È doveroso segnalare che nei medesimi giorni due persone in difficoltà sono state ospitate presso la sede della Protezione Civile dove hanno trovato un letto e pasti caldi. Questo perché la casa della Protezione Civile è anche spesso l’albergo degli ultimi che abbiamo in Città.

E l’aiuto viene garantito lontano dai riflettori grazie all’opera dei volontari della protezione civile guidati da Netto. Per non parlare di tutte le altre associazioni che operano in Città, nonché dei nostri Servizi sociali che soccorrono quotidianamente persone in difficoltà. Tanti si sono scandalizzati la scorsa estate perché c’era una donna che era stata sfrattata, ma se ne sono dimenticati in fretta mentre il comune le ha trovato una casa e garantito il ritorno a una vita decorosa”.

 

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