26 settembre 2021

Treviso

Classi-pollaio e mezzi pubblici insufficienti: a settembre la scuola sarà come prima

Tra false partenze annunciate e protocolli superati. Lo Snals di Treviso chiede un tavolo di confronto nazionale.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Studenti in autobus affollati

TREVISO - Dura presa di posizione dello Snals di Treviso per la confusione che regna nella scuola e in tutto ciò che ad essa gira intorno da qualche settimana a questa parte. Il segretario provinciale del sindacato autonomo operatori della scuola ma anche famiglie sono in fibrillazione a causa delle notizie che si rincorrono sulla ripresa delle lezioni.

“A questo punto” - rompe gli indugi Salvatore Auci - “è necessario convocare con urgenza un tavolo nazionale per un confronto al fine di giungere alla ridefinizione di un nuovo protocollo di sicurezza da utilizzare nelle scuole dal prossimo primo settembre”. Un protocollo che vada a sostituire quello fermo ancora allo scorso agosto, “con le atroci falle che tutti abbiamo sperimentato, in primis quella di inizio anno scolastico 2020-21 che stabiliva di far permanere trenta alunni in classe a un metro di distanza e senza mascherine.

Per lo Snals chi governa, sia a livello nazionale che regionale, deve rendersi conto che non c'è più tempo per i tentennamenti e per le soluzioni tampone: la scuola ha diritto a risposte concrete. “Bisogna investire sulla cultura, sull'istruzione, sulla formazione. Il che significa credere e puntare sul futuro”. Per Auci, la prima scelta strategica da fare dovrebbe essere quella di iniziare il prossimo anno scolastico con un organico rispondente alle reali necessità “per dare risposte concrete al problema delle classi pollaio, con il necessario distanziamento per prevenire i problemi enormi se dovesse nuovamente presentarsi il rischio di una chiusura temporanea o prolungata delle istituzioni scolastiche”.

L'esperienza - conclude il segretario provinciale del sindacato della scuola - ci ha insegnato che i problemi della sicurezza nelle scuole nell'emergenza sanitaria sono aggravati da condizioni di sistema rispetto alle quali la scuola non può agire. “Inoltre, ormai sono passati quasi due anni dall'inizio della pandemia e non sono stati ancora risolti i problemi del sovraffollamento nei mezzi pubblici; così come non si è ancora riusciti a implementare un reale interscambio di dati tra le anagrafi del Ministero dell'Istruzione con quelle del Servizio sanitario nazionale. In tali condizioni si ripresenteranno i problemi del tracciamento dei contagi e della reale prevenzione della sua diffusione. La scuola non può più accettare le improvvisazioni della politica”.

 


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Roberto Grigoletto

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