03 aprile 2020

Vittorio Veneto

Cittadinanza onoraria a Vittorio Veneto, "datela anche ai civili e ai soldati uccisi ingiustamente"

Sinistra Italiana propone un’integrazione della delibera del consiglio comunale

| Roberto Silvestrin | commenti |

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Cittadinanza onoraria a Vittorio Veneto,

VITTORIO VENETO - La cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto alla memoria va da data a tutte le vittime della Grande Guerra, e non solo ai combattenti. Lo chiede, con una lettera inviata al sindaco Roberto Tonon, Adriana Costantini di Sinistra Italiana. Il consiglio comunale convocato per il 4 novembre ha come unico punto all’ordine del giorno proprio il conferimento della cittadinanza onoraria ai “combattenti italiani della Grande Guerra, caduti nel corso del conflitto o successivamente, prima del 1968”.

 

Il circolo vittoriese di SI chiede però un’integrazione della delibera, che renda possibile ricordare anche i civili, “quelli che soffrirono o morirono per fame, malattie, azioni militari, violenze”, ma anche i soldati “condannati per reati disciplinari e uccisi a seguito di sentenze, di decimazioni, di esecuzioni sommarie sul campo”.

 

“Riteniamo giusto ricordare i soldati caduti, gli invalidi, i feriti e coloro che ebbero la vita sconvolta dalla guerra, compresi quelli le cui menti non ressero all'orrore, i suicidi, gli autolesionisti, i prigionieri italiani lasciati morire senza assistenza da un governo criminale che li considerava vigliacchi – scrive Costantini - Ma non possiamo dimenticare, proprio nei giorni del centenario di Caporetto e proprio nella nostra terra di profughi, i civili morti per sfinimento, quelli travolti dalla "spagnola" o dalla mancanza di cure, quelli dilaniati dai bombardamenti, o uccisi per sfizio dall'esercito di occupazione mentre difendevano le loro povere cose.

 

Non possiamo dimenticare le donne stuprate e disprezzate, i "figli della guerra" rifiutati e irrisi, tutti sepolti per decenni nel silenzio di una vergogna che allora rese colpevoli le vittime e ancora ora accusa chi continua a tacere questa tragedia. Non possiamo dimenticare gli uccisi da mano amica “per dare l’esempio”, quelli condannati senza difesa dai tribunali di guerra, o estratti a sorte uno ogni dieci, o ammazzati sul campo da loro superiori, o mitragliati durante la disfatta di Caporetto.

 

Riteniamo doveroso che una città come Vittorio Veneto faccia pesare la sua valenza storica e simbolica per restituire alla memoria nazionale il ricordo di tutti questi innocenti distrutti dalla follia feroce della guerra, a partire da quelli che la retorica patriottarda ha cancellato e espulso dalla nostra storia. Certo sarà possibile attribuire a queste vittime un riconoscimento generale e collettivo, non individuale, dato che i loro nomi non figurano in nessun elenco e neanche il loro numero si sa di preciso”.

 



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Roberto Silvestrin

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