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22 luglio 2024

Treviso

Cicista investito a Sant'Antonino, Fiab: "E' ora di moderare il traffico"

Le richieste dell'associazione al comune: "Più piste ciclabili, introduzione di zona 30 e più sicurezza per gli utenti deboli della strada"

| Isabella Loschi |

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bicicletta

TREVISO - “Sono passati solo un paio di mesi ed eccoci di nuovo qui: un'altra persona morta in bicicletta nella zona di Sant'Antonino. E’ ora di moderare il traffico”. A chiederlo è la Fiab amici della bicicletta Treviso dopo la morte del 76enne, investito da un’auto sabato scorso mentre era in sella alla sua bicicletta.

“Solo un paio di mesi fa, in Comune, parlavamo della necessità di moderare il traffico sulle principali arterie di accesso alla città, in particolare nella zona di Sant'Antonino, dove le auto sfrecciano su rettilinei e non esistono protezioni per gli utenti deboli della strada. Ma resiste la radicata convinzione che il traffico vada fluidificato, non moderato”, le parole di Susanna Maggioni, presidente della Fiat Treviso.

“Una convinzione che va contro ogni studio e ogni logica, applicata a livello europeo e sempre più anche in Italia. La moderazione del traffico migliora la città perché crea un contesto adatto a tutte le utenze, oltre a migliorare la sicurezza degli utenti deboli della strada e la vivibilità generale delle città”.

Per questo la Fiab chiede all’amministrazione di lavorare per rendere la città sempre più a misura di ciclisti con l'implementazione di piste e corsie ciclabili e ciclopedonali e l'introduzione del limite di 30 all'ora. “Prospettiamo l'adozione di interventi ben collaudati a livello europeo, ed adottati già in molte città italiane, di moderazione del traffico come le cosiddette “porte d'accesso” che segnalano fisicamente all'automobilista il passaggio in una zona abitata e frequentata da un'utenza stradale debole, con negozi e scuole; oltre alle “chicane”, con aiuole e alberature. Inoltre andrebbero istituite zone 30 nella maggior parte dei contesti”.

Auspichiamo poi una sempre maggiore riappropriazione degli spazi, secondo il modello di successo applicato a Santa Maria dei Battuti, e di cui la recente introduzione di sempre maggiori dehors per i locali pubblici a causa della pandemia costituisce a nostro parere un'anticipazione, speriamo, destinata a rimanere nelle consuetudini della cittadinanza anche dopo l'attuale emergenza. Non dimentichiamo che questo tipo di interventi, oltre a migliorare la sicurezza degli utenti deboli della strada e la vivibilità generale delle città, ha delle ricadute assolutamente positive per le stesse attività commerciali”.

“Abbiamo letto con piacere dell'iniziativa del Comune per la logistica dell'ultimo miglio in centro città utilizzando le cargo bike, ora ci auguriamo che con l'approvazione del Pums, i passi nella giusta direzione diverranno sempre più evidenti per una Treviso a misura d'uomo”.

 

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