19 ottobre 2021

Treviso

Chi viene eletto deve rappresentare tutti anche coloro che non lo hanno votato, volente o nolente!

EDITORIALE - Le carice istituzionali, dal Sindaco dell’ultimo Comune d’Italia al Primo Ministro della Repubblica non hanno e non devono avere colore politico

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

cariche istituzionali

EDITORIALE - C’era un tempo in cui quando qualcuno veniva votato ed era quindi chiamato a ricoprire una carica pubblica si sentiva in dovere, come è giusto che sia, di rappresentare tutti anche quanti non avevano votato per lui. Già, c’era un tempo. Ora è palese che non sia più così. Sempre più spesso ci sono figure istituzionali, che con disinvoltura, si vantano di aver ottenuto questo o quel risultato grazie all’amicizia con il tal collega di partito che rivestendo un ruolo superiore ha la facoltà di elargire fondi e risorse in favore di...

In campagna elettorale, quante volte abbiamo sentito dei candidati (in questi giorni, pure alcuni aspiranti sindaco) che promettono: “io farò questo e quello perché in Regione o al Ministero c’è il mio stimato collega di partito che mi ha già garantito la disponibilità dei finanziamenti”. Così, con disinvoltura, come se la “cosa pubblica” fosse “cosa loro” di cui disporre a piacimento.

Trovo sconcertanti queste logiche. Qualcuno obbietterà che certe cose sono sempre accadute ma questo non giustifica una mentalità palesemente offensiva nei confronti della carica che ricoprono o ambiscono a rivestire, vanificando la fiducia accordatagli dagli elettori. Simili pratiche ledono le istituzioni andando contro a quelli che sono i principi su cui si fonda la democrazia.

La logica richiama grame consuetudini, radicate nel nostro paese, dalla “raccomandazione”, al clientelismo per arrivare fino al nepotismo, che affliggono innumerevoli contesti lavorativi e amministrativi svilendo competenze e meriti. Ma per mettere a fuoco il concetto voglio rammentare un fatto. Il Capo dello Stato, Sandro Pertini, durante e dopo il suo periodo presidenziale non rinnovò la tessera del Partito Socialista Italiano, per correttezza verso gli italiani ai quali era persuaso di doversi presentare in una veste al di sopra delle parti, pur senza rinnegare il suo essere socialista.

Di questi giorni una notizia emblematica che non è esente da una vena d'ironia. In un comune in provincia di Padova, un candidato si è fatto fotografare con il Presidente della Regione, che si trovava nella località per sostenere l’aspirante sindaco del suo partito. Quindi soddisfatto, il candidato immortalato con Zaia, ha postato la foto nei social.

L’accaduto ha creato non poco imbarazzo, tant’è che c’è chi ha ritenuto di sottolineare pubblicamente che il fotografato non era il candidato sostenuto dalla Lega. Precisazione legittima, ci mancherebbe. Ma al fine della storia la questione è sempre la stessa: Luca Zaia (come ogni altro presidente di regione) pur se iscritto alla Lega è il Presidente della Regione Veneto e questa carica istituzionale, al pari di tutte le altre non ha e non deve avere colore politico. Bene ha fatto il candidato di una diversa lista politica a postare con orgoglio la foto insieme a Zaia, il Presidente della sua Regione!



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Ingrid Feltrin Jefwa
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