18 settembre 2021

Italia

Chi difende la TAV?

Visita al cantiere più discusso d'Italia

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Chi difende la TAV?

VAL DI SUSA - La legge n. 125 del 2008 ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l'impiego di un contingente militare delle Forze Armate, posto a disposizione dei Prefetti per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia. In questo ambito, la c.d. “Operazione Strade Sicure”, al personale della Forze Armate non appartenente all'Arma dei Carabinieri è attribuita la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza, con esclusione delle funzioni di Polizia giudiziaria.

Ed è proprio nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure che opera il dispositivo di vigilanza al cantiere della TAV(la linea ad alta velocità Torino – Lione) di Chiomonte, in Val di Susa. Nel cantiere, ora considerato “sito di interesse strategico nazionale”, sono in corso le operazioni di perforazione del tunnel geognostico, lungo 7,5 km e necessario per effettuare la valutazione geologica del terreno sul quale verrà scavato il tunnel principale, ancora in fase di valutazione da parte del Comitato Iterministeriale per la Programmazione Economica

Ci è stato concessa l’opportunità di accedere al cantiere, dove abbiamo conosciuto il Colonnello Carlo Di Somma (foto sotto, davanti all’ingresso del tunnel), Comandante del 3° Reggimento Alpini di Pinerolo, reparto cui appartengono i circa 400 militari addetti alla vigilanza. “Il nostro compito è garantire la fruibilità, per LTF, general contractor della TAV e “padrona di casa” del sito, la fruibilità e la sicurezza del cantiere, interfacciandoci con un Dirigente di Pubblica Sicurezza, in quanto il sito è sotto la responsabilità della Prefettura e della Questura” ci spiega il Col. Di Somma “sorvegliamo gli accessi e controlliamo il confine del sito, lungo più di 1 km, ma non ci occupiamo del contatto con eventuali intrusi, che è compito esclusivo delle forze di pubblica sicurezza presenti: Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza”.


Così, pur essendo perfettamente addestrati ed equipaggiati per gestire anche emergenze di ordine pubblico, ben difficilmente vedrete i militari contrastare i manifestanti fuori dal cantiere: “è un’ipotesi estrema, noi fungiamo da ultima linea di difesa, in supporto alle forze di pubblica sicurezza, sicchè perchè si verifichi un caso simile dovrebbe esser stata abbattuta larga parte della recinzione” ci spiega il Col. Di Somma “siamo ormai al terzo mandato qui a Chiomonte e tutto il personale presente vanta già esperienza in operazioni sul territorio nazionale e all’estero, è capitato che ci siano stati lanci di oggetti pericolosi nel cantiere, per questo siamo dotati di mezzi blindati che garantiscono, in questi casi, la sicurezza dei militari”. E sulla polemica relativa alla presenza di amianto nelle montagne della Val di Susa, il Comandante chiarisce subito: “tutta l’area è monitorata da diverse centraline dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente anche a tutela della salute di chi vi opera e le misurazioni non hanno rilevato presenza di amianto superiore ai livelli normali”.

Ma c’è dell’altro: a coordinare l’Operazione Strade Sicure nelle dieci regioni del Centro-Nord Italia, come pure gli interventi in caso di calamità naturali e i circa 1600 interventi annui di bonifica del territorio da ordigni bellici, era, fino a qualche mese fa, il 1° FOD di Vittorio Veneto. Per quanto riguarda questi tre tipi di interventi, la competenza è stata ora trasferita al comando padovano COMFODI-NORD, guidato dal Gen. C. A. Bruno Stano (foto in alto, mentre visita il cantiere), che ha la gestione diretta dei vari reparti per intervenire nell’area assegnata e si coordina direttamente con le autorità di pubblica sicurezza locali e Prefetture. L’attribuzione a COMFODI-NORD di questa competenza diretta, nell’ambito della riorganizzazione dell’organizzazione dell’Esercito, ha ridotto notevolmente la struttura di comando e controllo, razionalizzandola e riducendo i tempi necessari per assumere le decisioni in caso di emergenza, come è avvenuto nelle ultime settimane per l’alluvione a Modena e l’emergenza di questi giorni in Toscana e nel Bellunese.

BDN

 


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