26 ottobre 2021

Vittorio Veneto

Chi conosce la trincea antiaerea di Colle Umberto?

Un sito storico e paesaggistico rischia il degrado. Ma c’è chi ha una proposta fattiva. E voglia di realizzarla. A costo zero

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Gino Sommariva

COLLE UMBERTO - Un poggio verde che è un poggiolo per il cielo. E una pagina aperta sulla nostra storia. Tra le dolcissime alture di Colle Umberto (uno spettacolo incantevole soprattutto in questo periodo dell’anno), in località Terraglio o Terai, una piccola collina ospita i resti delle Postazioni contraeree austro-ungariche risalenti al 1917/18.

 

E’ l’anno - dilatato - della disfatta di Caporetto, della ritirata, ma anche della strenua resistenza dell’esercito italiano che alla fine riuscirà ad avere la meglio sugli invasori. Tra il novembre del ‘17 e l’ottobre del ‘18, l’esercito austroungarico ‘bloccato’ dal Piave sulla riva sinistra del fiume organizza l’occupazione e la difesa del territorio, realizzando opere difensive e offensive. Migliora le vie di collegamento, strade, ferrovie, gallerie, e costruisce due aerocampi, uno a San Giacomo di Veglia e l’altro in località Campardo a est del comune di Colle Umberto.

 

Per difenderli crea anche delle postazioni contraeree dotate di mitragliatrici e cannoncini. La collina collumbertese, situata in località Terai, permetteva un’eccellente visibilità e gli austroungarici la scelgono per realizzare una fossa di rilevanti dimensioni e due minori dove nascondere uomini e armi. L’opera, nel 1931 - come testimonia una foto dell’Associazione per combattenti e reduci - è ancora perfettamente visibile e anni più tardi - a parte la fossa grande che verrà occupata dalla costruzione della torre piezometrica - verrà ripristinata dagli Alpini.

 

Ora il sito, suggestivo per collocazione e valore documentario, è pressoché abbandonato. L’erba alta, che invade anche le due panchine collocate nei pressi delle fosse antiaeree, deturpa e nasconde la “trincea” e rende inospitale un poggio che ancora oggi permette allo sguardo di spaziare dalla Pedemontana alla pianura.

 

 

“Insieme al gruppo Cacciatori di Colle Umberto - spiega Gino Sommariva - mi sono reso disponibile a sfalciare l’area e a compiere quell’indispensabile azione di ripristino ambientale che in passato abbiamo svolto con successo in altri luoghi, come sulle pendici del Visentin. La mia domanda attende solo il placet dell’amministrazione. Sarebbe un peccato - prosegue Sommariva - che questo sito, splendido dal punto di vista paesaggistico e importante sotto il profilo storico, venisse abbandonato. L’incuria rischierebbe di rovinare il lavoro fatto in passato dagli alpini e di privare Colle Umberto di un’area che, pulendo i sentieri che la collegano alla piazza del paese, sarebbe facilmente accessibile a residenti e visitatori.”

 


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Emanuela Da Ros

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