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28 febbraio 2024

Lavoro

A che punto siamo con il PNRR?

Fari accesi sui tempi di attuazione

| Claudio Bottos |

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| Claudio Bottos |

A che punto siamo con il PNRR?

LAVORO - In questi giorni si sente molto parlare di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che è la parte italiana del “Next Generation EU” e dei miliardi che ci sono in gioco. Cos’è e quali progetti e vincoli erano previsti, ne avevo parlato in questo articolo del luglio 2021. In sintesi questi sono i dati inseriti nel piano per le sei missioni e componenti con i relativi importi: Missione 1, digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo per 40,29 miliardi di euro; Missione 2, rivoluzione verde e transizione ecologica per 59,46 miliardi; Missione 3, infrastrutture per una mobilità sostenibile per 25,40 miliardi; Missione 4, istruzione e ricerca per 30,88 miliardi; Missione 5, inclusione e coesione per 19,86 miliardi; Missione 6, salute per 15,63 miliardi; cosi per un totale di 191,5 miliardi. A questi importi sono previsti altri importi aggiuntivi di 13 miliardi per il React-EU (Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa) e di 30,6 miliardi per il Fondo Complementare, cosi per un totale di 235,1 miliardi di euro, come scritto nel piano #NEXTGENERATIONITALIA che si può leggere in questo sito del governo. Vale la pena di ricordare che dei 191,5 miliardi, 68,9 mld (il 36% circa) sono finanziati da sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 mld (il 64% circa) sono finanziati tramite prestiti che dovremo restituire e, non dobbiamo dimenticare, che il nostro debito pubblico è alle stelle. Le risorse che abbiamo a disposizione dall’Europa per il piano di cui alle 6 missioni, sono investite per 68,07 mld (30,65%) in infrastrutture, 34,64% (15,59%) nella transizione ecologica, 37,49 mld (16,88%) in impresa e lavoro, 18,11 mld (8,15%) in salute, 29,66 mld (13,35%) nella scuola, università e ricerca, 8,70 mld (3,91%) in inclusione sociale, 16,04 mld (7,22%) in digitalizzazione, 2,31 mld (1,04%) nella giustizia, 6,54 mld (2,94%) in cultura e turismo e 8,70 mld (3,91%) in inclusione sociale.

In queste ore sentiamo parlare molto di PNRR perché, a quanto pare, non saremo in grado di rispettare gli impegni presi, ossia di portare a termine le riforme e completare le opere previste. Pare che non ci siano nemmeno sufficienti progetti per l’intero piano. La commissione europea valuta sulla base di un regolamento che garantisce trasparenza e basato su undici criteri a fronte dei sei pilastri del regolamento. Gli 11 criteri richiedono una valutazione se: le misure hanno un impatto duraturo; le misure affrontano le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese o in un sottoinsieme significativo di esse; le tappe fondamentali e gli obiettivi che consentono di monitorare i progressi con le riforme e gli investimenti sono chiari e realistici; i piani soddisfano l'obiettivo di spesa per il clima del 37% e l'obiettivo di spesa per il digitale del 20%; i piani rispettano il principio di non arrecare danno significativo; i piani forniscono un adeguato meccanismo di controllo e verifica e stabiliscono la plausibilità delle informazioni sui costi. La Commissione autorizzerà gli esborsi sulla base del soddisfacimento e del raggiungimento di traguardi e obiettivi che riflettono i progressi nelle riforme e negli investimenti previsti nel piano. Se la Commissione ritiene che non tutti i traguardi e gli obiettivi associati a una rata siano stati raggiunti in modo soddisfacente, può effettuare un pagamento parziale. Il resto del pagamento della rata (sia prestito che sovvenzione) sarà sospeso. Lo Stato membro può continuare con l'attuazione del resto del piano ed ha sei mesi per adottare le misure necessarie per garantire il raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi. Se ciò non viene fatto entro sei mesi, la Commissione può ridurre l'importo complessivo del contributo finanziario. Ma come fare per avere dati e informazioni sull’andamento del PNRR? C’è il sito della Fondazione Openpolis, nel quale si trova un’apposita area per il PNRR dove, oltre ai dati, sono indicati i criteri per il calcolo dell’indice di realizzazione degli investimenti e delle riforme. Da poco su #OpenPNRR sono disponibili dati su tutti i bandi finanziati dal piano, grazie alla condivisione di ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) la quale, come si legge a pagina 242 del PNRR è incaricata alle attività di verifica sulla base di specifici protocolli.

Dove siamo ad oggi? Per le riforme, fatto 100 il completamento fino al 31.12.2026, ad oggi dovremmo essere al 78,55%, invece siamo al 67,74% mentre, per gli investimenti, sempre fatto 100 al 31.12.2026, dovremmo essere al 43,76%, invece siamo al 28,10%. Come si può intuire, siamo sotto la tabella di marcia e probabilmente non riusciremo a rispettare gli impegni, presi con il piano, nei tempi previsti. Questo si può anche dedurre dall’uscita del ministro Fitto sui tempi del piano di cui ne hanno parlato i vari media e le seguenti posizioni sia del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che di altri ministri del Governo. Ma chiediamoci se possiamo permetterci tutto questo? Se possiamo non agganciare questo treno che può fare solo bene al paese. Qui serve davvero una presa di coscienza da parte di tutte le forze politiche e dei tecnici competenti di qualsiasi colore o appartenenza, a collaborare per questo fine comune: la crescita e il bene del paese. Di mezzo c’è il futuro delle generazioni future.

 

di Claudio Bottos (Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 

 

 

 


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Claudio Bottos
Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale

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