27 gennaio 2020

Vittorio Veneto

Che è successo a Serravalle Nord?

Chiuso il quarto capitolo di Visitando, arrivano i conti e le reazioni. Quella del comune? “Vi faremo sapere”

Claudia Borsoi | commenti |

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Che è successo a Serravalle Nord?

VITTORIO VENETO - Giù il sipario sul IV stralcio di Visitando, il progetto finanziato dalla regione Veneto e dal Comune che, in questa fase, ha puntato a valorizzare, urbanisticamente e commercialmente, Serravalle Nord, l’area a nord del centro storico compresa tra Porta Cadore e via Mazzini.

Poco tempo fa... In passato Visitando aveva portato in città gli “svejabauchi”, le borchie incastonate nei marciapiedi quali guida per i turisti, ma anche la riapertura a Serravalle del percorso pedonale lungo i Meschietti, il by-pass del colle di San Gottardo, i totem informativi e altro.

Il progetto. Alla regia del progetto il comune di Vittorio Veneto, coadiuvato dal Centro Studi Usine presieduto da Claudio Bertorelli.

Ci sarà un quinto capitolo per Visitando?

«Ce ne dovrebbero essere 26 per quanto mi riguarda – ci dice Bertorelli -. Credo che il comune debba intercettare tutte le possibili fonti di co-finanziamento per continuare a fare questo tipo di azioni».
Questo IV stralcio ha puntato gli occhi su Serravalle Nord: sono state realizzate opere pubbliche, ma anche iniziative, come City Display, che in tre fine settimana, tra ottobre e novembre, ha portato passeggiate, brunch, lezioni, teatro e idee a Serravalle Nord.
«Il co-finanziamento regionale ci obbligava a un’azione culturale e, fatta una serie di riflessioni con l’amministrazione pubblica – spiega Bertorelli –, si è deciso di attivare una piattaforma culturale e di lavoro per produrre idee e sviluppare contenuti. Dunque non un evento vero e proprio che è per fare pubblico».


Partecipanti e assenti. La partecipazione ha fatto il pienone nella passeggiata con Philippe Daverio, mentre le altre sono passate sottotono. Tra i vip annunciati per una passeggiata c’era anche Oliviero Toscani, che però non è arrivato: «Dopo un’intervista a Radio Radicale in cui si annunciava la sua partecipazione – chiarisce Bertorelli – e informato del dibattito che si era scatenato su Facebook contro questa sua partecipazione, ha pensato di non venire».

City Display ha prodotto dei contenuti: «Saranno restituiti alla città, con un docu-film di 10-15 minuti spero entro Natale. Racconterà come può nascere a Serravalle Nord un centro commerciale naturale. City Display lascia anche un ciclo di lezioni per le categorie economiche e un decalogo». Tra i dieci punti anche la pedonalizzazione di Serravalle, non però ben vista dai commercianti.

Riscontri. All’indomani dell’ultimo evento, Bertorelli si dice «molto soddisfatto degli esiti. L’incrocio dei saperi ha generato molte idee e messo a fuoco dei temi. Anche se - afferma - le rappresentanze economiche tipo Ascom e Cna sono praticamente inesistenti (sono pochi i commercianti iscritti ad una associazione di categoria ndr), e un rapporto difficoltoso con i commercianti di questa zona non va sottaciuto, ma deve essere da sprone per nuovi scenari».

E l’amministrazione che pensa di City Display e dei progetti per il commercio?
«Il bilancio lo faremo e quando saremo pronti riceverete adeguata informazione» risponde via sms l’assessore Giovanni Napol. Soddisfatto il vice sindaco Turchetto.

Ma quanto è costata la piattaforma City Display al comune?
I dati ce li forniscono gli uffici comunali: stando al progetto depositato da Centro Studi Usine in comune la piattaforma culturale ha preventivato un costo per le casse 23.813,72 euro: somma che comprende i cachet, vitto, alloggio e viaggio degli ospiti, spese per i brunch (colazione/pranzo per ospiti e amministratori) e le iniziative di comunicazione, dalla stampa di 500 locandine a 2.500 libretti con programma, dalla distribuzione dei manifesti alla produzione di un cortometraggio, dall’aggiornamento dei social network al sistema di amplificazione durante le passeggiate.

Centro Studi Usine precisa di non aver preso nemmeno un euro per questa iniziativa. Ma ha avuto l’incarico di coordinamento (GPI) di tutto il progetto Visitando IV stralcio: «Abbiamo avuto un primo incarico nel 2012 da 10mila euro per costruire il programma, poi c’era la possibilità per il comune di attingere ad altri 40mila euro previsti dal bando regionale, ma su mia richiesta - spiega Bertorelli - abbiamo chiesto solo 29.500 euro lasciando nella disponibilità dell’ente gli altri 10mila euro. Il ruolo di Usine non è concluso: ora accompagniamo l’amministrazione nella rendicontazione del progetto».

Reazioni politiche?

«Abbiamo chiesto tutte le fatture relative all’evento – spiega Matteo Saracino di Partecipare Vittorio – e ora valuteremo tutti i documenti. Chiaro che se ha portato della concretezza siamo contenti, mentre se rimaniamo nel vago questo progetto mi farà sorgere molti dubbi».

 

«Ma perché ancora Bertorelli? – si chiede il consigliere Alessandro De Bastiani del Pd -. In sostanza è l’unico che prendeva finanziamenti dalle giunte leghiste e che ancora viene finanziato. In questo ambito devo dire che il cambiamento annunciato dall’amministrazione ancora non si è visto. Credo – conclude - che abbiamo tante associazioni in grado di fare quello che fa Bertorelli».

 



Claudia Borsoi

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