19 ottobre 2021

Treviso

La Cgil Treviso attiva uno sportello "itinerante" per raggiungere 10mila lavoratori del comparto artigiano

Atalmi: "Il nostro scopo è dare tutela ai lavoratori e alle lavoratrici e far conoscere loro la possibilità di rimborsi, bonus, sanità integrativa e formazione"

| Isabella Loschi |

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artigianato

TREVISO - La Cgil di Treviso continua a stare sul territorio in modo nuovo, sempre più vicino ai lavoratori. Questa volta lo fa attivando uno sportello itinerante in provincia con la volontà di intercettare i lavoratori del comparto artigianale allo scopo di fornire loro informazioni utili sul sistema della bilateralità ma anche di offrire la possibilità di procedere subito all’avvio di alcune pratiche.

Il primo appuntamento è mercoledì 29 settembre a Oderzo, in via dell’Artigianato (zona industriale Piavon), dalle 11 alle 14 e dalle 16 alle 18.

 “Il nostro scopo è dare tutela ai lavoratori e alle lavoratrici – dice Nicola Atalmi, responsabile del Dipartimento Artigianato della Cgil di Treviso –. Il lockdown e la fase di emergenza, con la rincorsa alle domande di FSBA, l’ammortizzatore sociale del settore, ha messo in evidenza che parte dei dipendenti delle nostre aziende artigiane non sono a conoscenza delle opportunità, tra bonus e sanità integrativa, e percorsi formativi. Con lo sportello itinerante che abbiamo attivato miriamo ad avvicinarli per renderli consapevoli dei loro diritti”.

 La Cgil trevigiana parte da un dato, quello dei lavoratori dell’artigianato che nel corso della fase di emergenza sanitaria si sono rivolti alle Organizzazioni sindacali del territorio. La stima è che sui circa 33mila lavoratori del settore 10mila mancano all’appello, ovvero non hanno usufruito dei rimborsi e contributi per spese sanitarie, sostegno al reddito, ma anche formazione e sicurezza, messi a disposizione dai due enti bilaterali a loro dedicati: EBAV e SANI.IN.VENETO.

Un numero rilevante che ha spinto il sindacato a intraprendere questo percorso innovativo di contatto e andare direttamente “a trovare” i lavoratori nelle aree produttive della Marca.

 



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Isabella Loschi

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