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25 giugno 2022

Conegliano

Cesare ci insegna a vedere il mondo

La dolcezza e la forza di Cesare, un bambino di poco più di tre anni divenuto cieco a causa di una grave malattia

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

Cesare ci insegna a vedere il mondo

CONEGLIANO - Certi incontri ci segnano. Può succedere con il proprio idolo, nel mondo del lavoro, con una persona destinata a entrare nella nostra vita. A me è capitato con Cesare, un bambino di tre anni e mezzo. Dopo solo un’ora di intervista, infatti, mi ha dato l’opportunità di riflettere: sui limiti e sulle difficoltà quotidiane, sull’unicità, sulle capacità che possono essere sviluppate per superare problemi che sembrano insormontabili. Cesare ha perso la vista circa due anni fa, a causa di una malattia rara, la neurofibromatosi. Tecnicamente si parla di glioma alle vie ottiche. Nel giro di un mese il mondo di Cesare ha perso i suoi colori e le sue forme. Mamma Valentina ci ha raccontato una storia fatta di sofferenze, dolore, paure, ma anche di speranza e di forza di volontà.

 

“Due anni fa ci siamo accorti che gli cadeva il ciuccio”, racconta la 35enne. Da quel momento è iniziato un lungo “viaggio”, che ha li ha portati in diversi ospedali italiani. Il piccolo Cesare ha iniziato la chemioterapia per combattere quel brutto male. A febbraio del 2021, però, è arrivata un’altra brutta notizia. “I medici hanno scoperto un altro tumore - spiega ancora Valentina -. La chemio è stata interrotta ed è stato introdotto un farmaco sperimentale. Sembra che funzioni. Non siamo salvi, ma abbiamo una speranza”. La forza di Cesare e della sua famiglia, infatti, è impressionante. “Prima era tranquillo solo in casa, mentre ora è a suo agio in tutti gli ambienti”, ci dice Valentina, con la voce rotta più volte dall’emozione. E si vede: durante la nostra intervista, infatti, Cesare ha iniziato a prendere confidenza con il nostro ufficio. Ha tastato con le manine il perimetro della stanza, per farsi un’idea degli spazi e degli ostacoli, ha aperto e chiuso le porte senza problemi, ha salito le scale e si è seduto sulla sedia da solo.

 

Il piccolo, infatti, ha una grande sete di autonomia. “Non vuole essere accompagnato nemmeno a letto”, ci svela la mamma. Due anni fa, proprio all’inizio della malattia, ha iniziato a “vedere” con i piedi. Poi ha iniziato ad orientarsi usando il calzascarpe o il bastone della scopa. La svolta, però, è arrivata con l’inizio del suo percorso scolastico. “Cesare ha iniziato ad andare all’asilo, può fare una vita normale. La scuola l’ha aiutato tantissimo”, rivela ancora la mamma. Infatti, grazie anche all’aiuto e alla dedizione di Margherita, la sua maestra, Cesare si è ambientato subito. E anche qui vuole fare tutto da solo: arriva a scuola con il suo bastoncino, saluta i compagni e le maestre, mette in ordine le sue cose e mette la sua foto nel tabellone delle presenze, proprio come tutti gli altri bambini. Su Facebook Valentina ha creato una pagina dedicata al figlio, e pubblica spesso foto, video e post sulle attività del piccolo Cesare, che da qualche mese ha anche un nuovo (preziosissimo) amico. Si chiama Joy, ed è il suo cane di assistenza: è stato acquistato con i soldi raccolti dagli amici di Valentina e di papà Federico. “Il costo di un cane così preparato è notevole - aggiunge la mamma -. L’Ail di Pordenone e Agmen stanno pagando il servizio dell’educatrice Caterina Russo, che per noi è diventata “zia Cate”. L’allevamento Casa Delicia e Davide Salmaso ci sostengono con la loro esperienza. Senza l’aiuto di queste associazioni tutto questo sarebbe stato impossibile”. Joy crescerà insieme a Cesare e sarà il suo punto di riferimento. Ora la famiglia di Cesare vuole anche creare un’associazione per garantire ad altri bambini non vedenti il prezioso servizio offerto da cani come Joy.

 

L'articolo completo sul numero del Quindicinale in uscita in questi giorni

 


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