24 febbraio 2020

Vittorio Veneto

Cesana Malanotti, azioni giudiziarie contro la denuncia dell'ex consigliere

Il cda ha dato mandato a Castro di difendere ila struttura. Possibili danni all'immagine dell'Istituto

Roberto Silvestrin | commenti |

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Cesana Malanotti, azioni giudiziarie contro la denuncia dell'ex consigliere

CONEGLIANO - Il Cesana Malanotti passa al contrattacco. Ci sono infatti sviluppi importanti sulla vicenda che vede protagonisti l’Ipab di via Carbonera e l’ex consigliere dell’ente che due settimane fa aveva presentato una denuncia-querela contro il nuovo cda del Cesana.

 

L’ex amministratore era passato alle vie legali dopo aver ricevuto – dal nuovo consiglio - una lettera contenente la richiesta di un maxi indennizzo per la (presunta) cattiva gestione del Cesana da parte dei precedenti consigli d’amministrazione.

 

La denuncia presentata dall’ex consigliere – come si apprende nella delibera del cda della casa di riposo pubblicato ieri – ravvisa “la sussistenza dei reati di molestia, estorsione, diffamazione a mezzo stampa, minaccia aggravata e lesioni personali”.

 

Accuse pesanti, a cui il Cesana ha voluto ribattere colpo su colpo, annunciando contromosse sul piano legale. Il cda presieduto da Maurizio Castro ritiene l’iniziativa legale “non solo priva di ogni e qualunque fondatezza giuridica e anzi temeraria, ma anche oggettivamente intimidatoria, gravemente distorsiva della verità dei fatti e inevitabilmente lesiva della reputazione dell’istituto, della sua presidenza, dei suoi amministratori e della sua direzione”.

 

Il consiglio si è espresso così all’unanimità per dare mandato al presidente di salvaguardare la reputazione pubblica, l’autonomia e la libertà di azione dell’Ipab, “anche promuovendo ogni azione giudiziaria sia sul piano civile del risarcimento dei danni all’immagine sia sul piano penale dell’accertamento delle fattispecie di reato integrate dalle condotte dell’ex consigliere”.

 

I consiglieri ed il presidente si sono inoltre riservati di nominare, a titolo personale e a proprie spese, propri difensori per difendersi “dalle erronee e infondate prospettazioni contenute nella denuncia querela”.

 

Nella delibera il Cesana ha elencato anche alcuni elementi che andrebbero a comprovare la correttezza della propria condotta. Innanzitutto, per quanto riguarda “i fatti illeciti a ascritti alla responsabilità dell’ex consigliere, egli non li contesta in alcun modo limitandosi a considerarli coperti da quella prescrizione cui pure non pare disponibile a rinunziare”.

 

Fatti peraltro accertati – sostiene il cda – nel Forensic Audit affidato ad una delle più autorevoli società internazionali di revisione legale. L’Ipab ha inoltre mantenuto il più assoluto riserbo sui destinatari delle lettere di richiesta dei danni.

 

Ora non rimane che attendere gli sviluppi giuridici della questione.

 



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Roberto Silvestrin

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