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01 dicembre 2021

Vittorio Veneto

I cervi morenti del Cansiglio? Erano cerve!

Il dramma dei cervi morenti del Cansiglio suscita uno scontro. E un appello

| Emanuela Da Ros |

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I cervi morenti del Cansiglio? Erano cerve!

FREGONA -  Intanto emerge un dettaglio: i 30 cervi morenti del Cansiglio - alla vigilia dell’8 marzo - non erano maschi, ma femmine. Questo per dire che - anche nel mondo animale - il genere è...sacrificato.

La polemica seguita all’increscioso episodio dei cervi imprigionati in una recinzione/carcere, non ha però niente a che vedere con il sesso degli ungulati. E in questi giorni contrappone in particolare Anpa e Enpa (l’Associazione nazionale produttori agricoli e l’Ente nazionale protezione animali).

L’Enpa. Il presidente trevigiano dell’ente, Adriano De Stefani, dopo aver appreso la notizia da OggiTreviso aveva rivolto un appello al governatore Zaia perché fornisse il suo aiuto agli ungulati, così come aveva fatto nel 2013 di fronte all’ipotesi “abbattimento dei cervi”. Alla richiesta di aiuto ha risposto con sollecitudine Zaia, ma - in modo piccato e piuttosto “personale” - anche Paolo Casagrande, presidente dell’Anpa regionale.

L’Anpa. La sezione veneta dell’Associazione produttori agricoli per iscritto “prende posizione in merito alle dichiarazioni di stupidità del Sig. Adriano De Stefano Presidente dell’ENPA di Treviso”. “Ancora una volta - scrive il presidente Paolo Casagrande - siamo di fronte a dichiarazioni di personaggi che vivono in città che sono senza senso, abituati solo ad accudire animali, propri, come il cagnolino a passeggio che lo stesso sig. De Stefano da tempo immemorabile porta a fare i suoi bisogni nel parco di Sarano di S.Lucia di Piave, stando seduto comodamente in una panchina a leggersi un libro. Se De Stefano invece di cincischiare nei parchi di città impiegasse il suo tempo per far fieno d’estate e portarlo in Cansiglio d’inverno, forse farebbe una cosa utile alla causa degli animali selvatici.

“Le dichiarazioni di De Stefano - prosegue Casagrande - sono prive di ogni fondamento, sono solo elucubrazioni mentali del partito preso della difesa degli animali ad ogni costo.”

Nel prosieguo della lettera aperta al presidente trevigiano dell’Enpa, si sottolinea tra l’altro che “nessun cervo sta soccombendo perché non ha di che alimentarsi assunto che la maggior parte dei cervi sin da dicembre ha migrato verso la pianura come fa ogni anno secondo le leggi di madre natura e andando ad alimentarsi dove trova erba. Se qualche capo non è migrato preferendo la permanenza in Cansiglio sappiamo che fino a ieri si è alimentato rosicchiando il fieno dei balloni sfalciati d’estate dagli allevatori e stoccati presso le stalle all’esterno.” E ancora: “Forse De Stefano dovrebbe preoccuparsi piuttosto della distruzione di migliaia e migliaia di alberi (faggi, noccioli, etc.) operata dalla copiosa nevicata che li ha atterrati e spaccati.”

L’attenzione si sposta quindi dagli animali agli alberi, in giornate che Bastanzetti definisce “da favola”. Tornato sull’altopiano con gli da fondo, Michele Bastanzetti ha evidenziato come l’assolata pista Vallorch sia stata preparata a regola d’arte da Franco Della Libera e come l’azienda Filippon abbia lasciato i varchi aperti per i fondisti. Tornando alla tenuta gestita dall’azienda Le Code, Bastanzetti sottolinea essere “uno dei punti più straordinari della piana, un vero paradiso per fondisti ed escursionisti grazie alle caratteristiche del terreno, un “tavolo da biliardo” velocissimo con temperatura ideale per mantenere la neve in condizioni ideali. Inoltre all’interno si snoderebbe l’unica pista da fondo omologata FISI esistente in Cansiglio”.

Il dottor Bastanzetti si appella quindi al presidente Zaia “perché si adoperi per ridare a tutti i frequentatori della piana, la libertà di poter camminare e sciare nell’intera superficie del Piano del Cansiglio.”

 



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