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03 dicembre 2021

Vittorio Veneto

Cervi: the days after

In Cansiglio dopo la fuga delle cerve superstiti

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Cervi: the days after

PIAN CANSIGLIO - Le cerve imprigionate in una delle recinzioni “private” del Cansiglio se ne sono andate. Del branco di trenta esemplari - come documentano le foto scattate domenica scorsa da Michele Bastanzetti - resta sul manto nevoso qualche carcassa ormai senza carne. Le immagini replicano la tristezza di quanto è successo, e che non è stato chiarito.

“A mio avviso - sostiene Bastanzetti - non si può escludere nulla: nemmeno che le cerve si siano introdotte nel “lager” prima della copiosa nevicata, attratte dalla verde erba della prateria quando il cancello era aperto, e che poi vi siano rimaste imprigionate perché la via di fuga era stata loro preclusa. Domenica ho scoperto che nel confine est della concessione è stata innalzata una rete a maglie così strette da impedire il transito dei piccoli animali, perfino di una lepre che ho visto aggirarsi nei dintorni. Chissà se Veneto Agricoltura ha approvato un simile tipo di recinzione?”

I dubbi e le supposizioni (difficili da verificare) di Bastanzetti aleggiano su un Pian Cansiglio ormai senza cervi. Pare infatti che gli ungulati superstiti, come rivelano le orme lasciate, si siano diretti verso Caneva, verso la pianura, verso quell’agognata libertà che avrebbe potuto salvare l’intero branco. “Quello che resta sul piano - è ancora Bastanzetti a parlare - è la balla di fieno che Zaia ha fatto portare nel recinto in seguito alla mia segnalazione, e che non è servita a nulla perché chi ha reciso la staccionata di ferro ha consentito alle cerve di allontanarsi prima che sul terreno si profilasse il “ghiotto boccone”. Il governatore, con il suo gesto, ha palesato un animo animalista, ma fa sorridere che Veneto Agricoltura abbia portato là quell’unica balla di fieno, che sarebbe stata insufficiente a sfamare un branco più consistente. In ogni caso, la balla è intatta e lo si deduce facilmente dal fatto che non vi sono orme di cervo né sterco dei medesimi nel raggio di 30 metri. La conclusione, dopo i fatti raccontati e documentati - chiosa Bastanzetti - è che sul piano domini un po’ la cultura del lucchetto. Un quarto circa del Cansiglio pare precluso all’escursionista. E io resto in attesa di sapere se tale staus sia definitivo o incidentale”.

 


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