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30 novembre 2022

Castelfranco

Cerimonia del Grappa a ranghi ridotti: il coronavirus non ferma i pellegrini di oggi

Cerimonia del 2 agosto in Cima Grappa, senza delegazioni ma ugualmente molto sentita, lancia il suo messaggio di pace al mondo

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Cerimonia del Grappa a ranghi ridotti: il coronavirus non ferma i pellegrini di oggi

Cima Grappa - Cerimonia essenziale, in tempi di Covid, ma che non ha mancato di emozionare quanti hanno sfidato le intemperie per raggiungere Cima Grappa, come tradizione vuole, a piedi, a partire dal Sindaco di Treviso Mario Conte, salito a piedi dal Covolo di Pieve del Grappa. Anche S. E. Monsignor Renato Marangoni, che ha celebrato la messa, originario di Pieve del Grappa, quando era vicario nella diocesi di Padova, non mancava ad una cerimonia, salendo a piedi, attraverso i luoghi da lui molto amati. La cerimonia di commemorazione di tutti i caduti delle guerre, a ricordo dei fatti drammatici che ebbero luogo sul Grappa, quest'anno ha ricordato con molto pathos la notte del 4 agosto del 1901, quando l'allora Patriarca di Venezia, Giuseppe Sarto, non ancora papa Pio x, salì sul Grappa e benedì, restando impressionato dalla folla di persone che salivano al massiccio: 10mila, con lanterne e candele, in pellegrinaggio, a illuminare il Grappa.

I pellegrini di allora sono i giovani camminatori di oggi, come i pellegrini del Cammino delle Dolomiti, i camminatori del G.E. M. di Pieve del Grappa e del gruppo di Nordic walking di Romano d'Ezzelino che hanno acceso il braciere della cerimonia, in una simbolica staffetta generazionale con l'alpino più anziano, che ha invece portato l'omaggio floreale alla statua lignea della Madonnina, uguale a quella in ghisa bronzata, gelosamente conservata nel Sacello di Cima Grappa. "Quella notte appartiene alla nostra memoria collettiva. Chi andava al fronte si fermava a Pieve del Grappa, nel Duomo, dove poi portarono la Madonna e il Generale Giardino dava a ciascun soldato una medaglietta di protezione." sono le parole di Annalisa Rampin, sindaco di Pieve del Grappa, ringraziando quanti hanno permesso la realizzazione dell'evento, a partire dal prefetto Maria Rosa Laganà, presente alla cerimonia. "La manifestazione di Cima Grappa da allora non si è mai fermata: noi non potevamo mancare questo appuntamento, lo abbiamo sentito come un dovere." conclude Annalisa Rampin.

 Nell'edizione del 2020 sono mancate le delegazioni straniere a ricordare i 10200 soldati austro-ungarici qui seppelliti, accanto ad altri 13000 soldati italiani. Ospiti d'onore gli allievi ed ex allievi della Scuola Militare "Nunziatella", rappresentati dal Colonnello Ermanno Lustrino. Mare e montagna simbolicamente uniti, come unita fu l'Italia dal dolore di molte madri che mandarono i loro figli a morire sul Grappa. Una cerimonia che anche nei discorsi ufficiali fatti dalle autorità presenti, non ha potuto non far emergere l'humus di quanto vissuto in questi ultimi mesi che hanno provato il Paese.

Così gli eroi diventano cittadini, i valori diventano la comunità e il rispetto, la pace, agognata in tempo di guerra e cuore delle missioni delle forze armate dopo gli eventi bellici, diventa la convivenza e il superamento della crisi: "Traguardi concreti, raggiungibili" ha sottolineato l'assessore regionale Manuela Lanzarin "Il Grappa è un luogo del cuore dei veneti. Anche oggi parla di valori come libertà, onore, appartenenza, coraggio fedeltà, che si declinano come protezione e rispetto del territorio, diventano associazionismo, spirito di comunità." Di custodia del creato e amore per "nostra sorella e madre", la Terra ha parlato anche S. E. Mons. Marangoni, come ha parlato della "maternità di Dio"  e usato la metafora del deserto evangelico, che al pari del deserto della guerra e del deserto di molte sittuazioni attuali, dove non si vede speranza, come luogo umano, prima che religioso, per ritrovare il senso degli eventi. "Il diritto di dare senso alla cose  e avere uno scopo nella vita appartiene a tutti." 

 



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Maria Elena Tonin

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