28 settembre 2021

Treviso

Centrotrenta famiglie e quaranta imprese nel giro di un mese cadute in povertà

Si sono rivolte alla Caritas tarvisina per mangiare e pagare affitti e utenze

| Roberto Grigoletto |

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Povertà e nuovi poveri con la pandemia

TREVISO - Sentinelle su un territorio che insiste su tre province - Treviso Venezia e Padova - gli operatori dei Centri di ascolto della Caritas sono a contatto quotidiano e diretto con le povertà vecchie e ora con quelle nuove che la pandemia ha portato con sé da un anno e mezzo a questa parte. Un quadro che ha via via assunto tinte sempre più fosche.

Come spiega don Davide Schiavon, che della Caritas tarvisina è il direttore: “Le richieste di sostegno nel nostro territorio sono significativamente aumentate. Non più soltanto di aiuti alimentari si tratta ma anche di contributi per pagare gli affitti e le utenze”. I Centri di ascolto della Caritas hanno registrato un venticinque per cento in più di famiglie e di single che chiedono una mano perché non ce la fanno a sbarcare il lunario. “In un mese e mezzo abbiamo registrato centotrenta nuove famiglie e una quarantina di imprese che sono precipitate nella crisi. Il problema nella maggior parte dei casi è dovuto alla liquidità: il sessantacinque per cento interessa famiglie italiane con figli a carico”.

Ma a preoccupare ancora di più è un ulteriore elemento: il 30% di queste famiglie è formato da mamme sole con bambini. Le imprese invece hanno speso per vivere praticamente tutti i risparmi che erano riuscite ad accantonare nel tempo. La ripartenza risulta molto faticosa anche per una certa difficoltà nell’accesso al credito. “Infine, ma non da ultimo - sottolinea don Davide - non possiamo dimenticarci della povertà educativa che va ulteriormente a gravare sulle famiglie per via dell’accompagnamento che è richiesto negli apprendimenti”.

 


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Roberto Grigoletto

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