06 marzo 2021

Treviso

Centro della Famiglia di Treviso: “Dimenticato l'impegno di mamme, papà e bambini”

Don Francesco Pesce: "Non si è percepito alcun tipo di programmazione sulla scuola. Alle famiglie servono misure strutturali"

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don Francesco Pesce

TREVISO - “Grande delusione per le parole del presidente del Consiglio. Non c’è stato nessun riconoscimento di quanto le famiglie hanno fatto in questi due mesi per la salute e il bene del Paese. Così don Francesco Pesce, presidente del Centro della Famiglia di Treviso, interviene per commentare le misure praticamente assenti adottate per famiglie e bambini.

“Il Centro della Famiglia di Treviso si è attivato fin dall’inizio dell’emergenza per continuare ad offrire supporti formativi e di cura per le famiglie e, anche in queste settimane, ha proseguito il dialogo con le amministrazioni locali facendosi portavoce dei bisogni delle famiglie e contribuendo, ad esempio, con una proposta di criteri da utilizzare per l’assegnazione dei buoni spesa.

“Ha sorpreso che non si sia tenuto conto della situazione reale di famiglie e bambini - continua don Pesce - Si è parlato di famiglia per dire che sono vietati i “party familiari”, quasi ridicolizzando il bisogno e il desiderio di prendersi cura dei legami familiari. In Canada, il Primo Ministro Trudeau ha ringraziato, pubblicamente e con un video con personaggi “Lego” dedicato, i bambini per il loro sacrificio di restare chiusi in casa. In Finlandia, la premier Sanna Marin ha tenuto una conferenza stampa dedicata solamente ai bambini, per spiegare loro cosa sta accadendo. Da noi - continua il presidente del Centro della Famiglia - bambini, famiglia e disabili sembrano degli “invisibili”. Alla pertinente domanda di una giornalista al presidente del Consiglio, su come faranno le famiglie a gestire i figli dopo il 4 maggio, la “risposta” si è focalizzata sulla scuola. Ma la domanda era ben più ampia. Anche nel modo di trattare il tema scuola, comunque, sembrava si fosse molto lontani dal considerare il bisogno strutturale dell’educazione scolastica e delle relazioni educative extrafamiliari in modo appropriato. Non si è percepito alcun tipo di programmazione sulla scuola, né tantomeno che si siano percorse tutte le strade per riaprirla, seppur in modo parziale ed elastico”.

Per quanto riguarda il bonus baby sitter e di congedo parentale continua il presidente, “ci sembra inappropriato mettere le famiglie nella condizione di ricercare spasmodicamente baby sitter con nessuna competenza e con nessuna garanzia sanitaria ed educativa. Tra l’altro sembra l’ennesima intervento improvvisato e arbitrario e non una misura strutturale. Come il buono che assegna 600 euro ai liberi professionisti senza tenere in alcun conto che siano dei single o abbiano due, tre o più figli.

Per le famiglie non abbiamo bisogno solo di misure “straordinarie e transitorie”, ma di scelte “ordinarie e strutturali”, che rientrino nella normalità della programmazione politica. Non abbiamo udito alcun riferimento all’assegno universale per ogni figlio, che la ministra Bonetti aveva annunciato come presente nel decreto. Il focus delle misure proposte (bonus baby sitter, congedo parentale) resta l’economia e la ripartenza economica (che è tutt’altro che secondaria). Perché non pensare la Fase 2 puntando prima di tutto sulle famiglie e le relazioni sociali?”.

Il Centro della Famiglia, a detta del presidente e dei suoi collaboratori, intende continuare l’opera di sensibilizzazione dei nostri politici e parlamentari, in collaborazione con ACLI, FISM, AFI e gli altri membri del Forum delle Associazioni familiari, sia a livello locale, sia presso il Parlamento ed il Governo.

 


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