25 luglio 2021

Treviso

Centri estivi: "Pochi contributi, penalizzate le famiglie con scarsa liquidità"

Il Pd critica l'organizzazione del comune: "Famiglie e associazioni rimborsate solo a pagamenti già effettuati"

| Isabella Loschi |

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centri estivi

TREVISO - “Poche risorse sia per le cooperative e associazioni, sia per i contributi previsti per le famiglie. Senza contare che entrambi verranno rimborsati solo dopo aver pagato”.

Il Pd di Treviso critica l’amministrazione comunale per le modalità di organizzazione e pagamento dei centri estivi di Treviso.

Tra le accuse mosse alla giunta c’è sicuramente il caro prezzi, “rette aumentato rispetto allo scorso anno”, e le difficoltà per le famiglie con mancanza di liquidità che “devono rinunciare ad iscrivere i figli ai centri estivi se non riescono ad anticipare l’intera quota prima di vedere il rimborso”.

“Le famiglie per accedere ai contributi dovranno presentare l’Isee e chiedere il rimborso al Comune entro il 31 agosto. Sarà esentato dal pagamento della quota settimanale solo chi ha un reddito Isee sotto i 6mila euro. Per gli altri si procede a fasce. Il contributo massimo che si può ottenere è di 200 euro a bambino (50 euro a settimana per un massimo di 4 settimane), se l’Isee è compreso tra 6mila e 10 mila, si va a scalare fino a 35 euro di rimborso (140 euro per 4 settimane) con Isee tra 20mila e 25 mila”.

“Un meccanismo, quello messo in piedi dal Comune, farraginoso e poco trasparente che non va certo a favore delle famiglie” dichiarano Stefano Pelloni, capogruppo del Pd ai Trecento, Giovanni Tonella, segretario dell’Unione comunale di Treviso, Liana Manfio circolo Pd Treviso Nord, Andrea Nilandi, circolo Pd Treviso Centro e Giuseppe Pesante, Circolo Pd Treviso sud.

Il Pd dunque chiede all’amministrazione di “dare maggior sostegno alle famiglie, andare incontro a quelle più disagiate, e dunque con scarsa liquidità, così da non dover anticipare la quota e aspettare i rimborsi il 31 agosto e di indicare una data precisa di rimborso per le altre, oltre a mettere a disposizione educatori e misure specifiche per tutti quelli ragazzi con disturbi di comportamento e che rischiano di rimanere esclusi perdendo un’importante opportunità di socializzazione”.

 


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Isabella Loschi

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