22 giugno 2021

Treviso

Cento anni di Pio X, tutto il Collegio in un libro per l'anniversario

Tra gli ex allievi Lucio Dalla e tre ex Sindaci di Treviso.. Il Rettore, mons. Bonomo: "Una scuola rimasta fedele al progetto iniziale di formare buoni cristiani e cittadini".

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Pio X Treviso

TREVISO - I primi cento anni del Pio X, la storica istituzione scolastica diocesana, vive oggi un altro momento - il terzo - dei festeggiamenti organizzati per un anniversario che cade in anno pandemico. E come oggi si sta cercando di uscire dall’emergenza sanitaria, così un secolo fa il Pio X venne istituto sulle rovine della Grande Guerra dalla quale ci si stava faticosamente riprendendo. Il filo della storia degli ultimi cento anni - del Collegio, della città e del Paese - è stato sapientemente dispiegato da Giuseppe Pagotto nel volume: “Protagonisti del proprio futuro”, una sorta di “atlante storico”, molto documentato (240 le pagine) e corredato da foto (330) che hanno immortalato i momenti più significativi del percorso di una istituzione protagonista del tessuto civile del capoluogo e della provincia.

Una scuola voluta da Andrea Giacinto Longhin e guidata da dieci Rettori: dal primo mons. Antonio Meneghetti, pioniere con alcuni giovani sacerdoti del seminario, a mons. Giovanni Battista Simioni , insignito del titolo di “giusto tra le nazioni ” dallo stato di Israele nel 1973; da mons. Arnoldo Onisto, poi eletto vescovo di Vicenza, a due che poi diventeranno tra i più autorevoli vicari generali della diocesi di Treviso, mons. Pietro Guarnier e mons. Giuseppe Rizzo, nominato anche all’ufficio scuola della Cei; da mons. Giacomo Lorenzon, rettore per venti anni e che trasformò il Collegio in fondazione, all’attuale mons. Ferruccio Lucio Bonomo. Che nell’introduzione al volume di Pagotto - edito da “San Liberale e la cui presentazione è fissata, on line ( https://youtu.be/p2gHO6kpOeg) alle 18.30 - scrive: “Il Pio X è un istituto che, pur nei cambiamenti culturali e formativi avvenuti lungo un secolo, è rimasto fedele al progetto iniziale di formare buoni cristiani e cittadini. Non a caso il progetto formativo che raccoglie un po’ tutte le esperienze scolastiche proposte attualmente dal Pio X, si intitola Essere protagonisti del proprio futuro”.

Nella memoria indelebili anche le figure di alcuni insegnati, preti e laici. Insigni latinisti e grecisti: Corazza, Teso, Tocchi; filosofi e storici: Chiereghin (poi sindaco di Treviso), Lemesin e Bordignon. E ancora l’anima del planetario, don Guido Martinazzo. I professori di italiano Sartorello e in anni più recenti (limitandosi a chi è in quiescenza): Buranello, preside del Classico, De Conto dello Scientifico, Gatti di Inglese, Folliero di Italiano e Latino. Allievi illustri, tanti: ex Sindaci di Treviso (Manildo, Gobbo, Gentilini) e tutti quelli premiati nei 25 ultimi anni con il Premio “La Fonte”: uno su tutti, Lucio Dalla.

Il giubileo del Pio X ha avuto inizio il 3 settembre dello scorso anno con la benedizione impartita dal vescovo Tomasi al nuovo edificio che è stato sul versante di viale D’Alviano. “Il beato Andrea Giacinto Longhin è stato senz’altro lungimirante, dopo la Prima Guerra mondiale, nel voler avviare questa istituzione scolastica capace di rispondere all’esigenza di coniugare una buona istruzione con la formazione globale ed integrale del cittadino e del cristiano. E i suoi successori hanno confermato la bontà di quella scelta, continuando a sostenerla correttamente” - scrive l’attuale pastore della diocesi.

 


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Roberto Grigoletto

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