06 marzo 2021

Treviso

CAVA MORGANELLA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO A ZAIA

Se verrà approvato il progetto 7 fra le principali associazioni sono pronte a far ricorso al Tar

| Laura Tuveri |

| Laura Tuveri |

PONZANO VENETO - I responsabili di sette tra le maggiori associazioni del trevigiano che da anni operano per difendere l’ambiente e limitare l’estrazione selvaggia, oggi hanno scritto ai consiglieri regionali del Veneto e al presidente  Zaia, per chiedere la bocciatura del progetto della cava più profonda d’Europa, la  Morganella.

Dopo l’interrogazione presentata del consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Gennaro Marotta, ora le associazioni ambientaliste intervengono perché anche loro temono che vengano messe a rischio le falde acquifere. Le sette tra le maggiori associazioni del trevigiano che da anni operano per la difesa dell’ambiente e per limitare l’estrazione selvaggia di ghiaia e che hanno scritto la missiva sono Paeseambiente, Italia Nostra Treviso, Comitato Salvaguardia Ambientale di Volpago del Montello, Legambiente Trevignano Istrana, Gruppo Silis Morgano, Cittadini di San Bernardino di Quinto di Treviso, Comitato Salvaguardia Territorio di Loria.

La Commissione regionale Via, Valutazione d’impatto ambientale, a breve si pronuncerà sul progetto che consente di scavare più in profondità nella cava Morganella (situata tra Ponzano Veneto e Paese in provincia di Treviso) presentato dalla cordata di cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa. Stiamo parlando della cava sottofalda più grande d’Europa: attualmente è lunga un chilometro e larga 500 metri, dentro vi starebbe ben 44 volte la cattedrale di San Pietro messa una a fianco dell’altra.

Il progetto prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri (quota mai raggiunta in Europa in siti simili). Quello che preoccupa gli ambientalisti è che le escavazioni verranno effettuate dentro la falda acquifera, in violazione della legge veneta n.44/82 che le vieta.

La falda nella zona si può trovare a dodici metri di profondità. Scavare la ghiaia sino ad una quota di 65 metri di profondità significa mettere in comunicazione falde acquifere diverse, diffondendo l’inquinamento cronico di quelle più superficiali verso quelle sottostanti. “Da una quindicina di anni – precisano gli ambientalisti - l’attività della cava Morganella viene autorizzata dalla Regione Veneto, grazie a proroghe su proroghe, senza mai arrivare alla sua ricomposizione.

Il Comune di Treviso inoltre non è stato coinvolto nella procedura Via, nonostante disti solo 600 metri dalla cava e sia interessato direttamente dal traffico pesante e dalle ripercussioni sulla falda acquifera (a Treviso ci sono centinaia di pozzi d’acqua ad uso potabile)”. Nella lettera gli attivisti ricordando anche che la cava Morganella confina con due discariche: una per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave Spa, oggi non più in attività, e la discarica di rifiuti solidi urbani, la Marini, oggi esaurita, nella quale si sono registrate anomalie nelle acque di falda e che per scongiurare prevedibili disastri ambientali e per tutelare la falda acquifera le associazioni hanno preannunciato che se il progetto verrà approvato lo impugneranno al Tar del Veneto la delibera autorizzativa regionale.

“Ci siamo appellati al presidente della Regione e a tutti i Consiglieri Regionali perché riteniamo che sia un loro dovere difendere la falda acquifera che alimenta i pozzi che portano l’acqua potabile ai rubinetti nelle nostre case - ha detto Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente, uno dei firmatari della lettera ha commentato - Se verrà dato il via libera a questo progetto, tutti i cavatori si sentiranno legittimati a richiedere di scavare ancora di più sottofalda e questo per l’intero Veneto si tradurrebbe in un disastro per il futuro delle falde acquifere.

Per capire lo scempio ambientale già in atto invito tutti a digitare “ponzano veneto cava morganella” con il programma Google Earth, l’enorme superficie azzurra della cava che si può vedere non è un semplice laghetto ma la falda acquifera messa a nudo dai cavatori. Dobbiamo far bloccare il progetto a tutti i costi: con l’escavazione a meno 65 metri le due discariche confinanti con la cava potrebbero crollare dentro le falde con conseguenze catastrofiche”.

 


| modificato il:

Laura Tuveri

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