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06 dicembre 2022

Castelfranco

Castelfranco, sindaco e giunta accusati di ricevere "bustarelle": scatta la querela

Marcon: “In tanti anni di attività amministrativa mai avevo ricevuto accuse pubbliche simili"

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stefano marcon castelfranco

CASTELFRANCO - Dalle parole ai fatti: lo aveva annunciato il sindaco di Castelfranco Veneto qualche settimana fa e ora - con l’avallo della giunta comunale - il Comune procederà con la querela nei confronti di una signora che aveva usato parole pesanti su Facebook. Ad essere presi di mira lo stesso sindaco e la stessa giunta relativamente al ricorso perso in Cassazione dal Comune riguardo al condominio di via Giotto con una causa iniziata nel 2014. Una sentenza che aveva dato alla donna lo spunto per scrivere online: “Da ignorante mi viene da pensare che questo sindaco e questa giunta ha l'ossessione del cemento per non farsi carico della pulizia del verde. Mi fa anche pensare che certe costruzioni concesse sottobanco ci siano pure bustarelle per il consenso perché ci sono vari edifici fatiscenti che potrebbero essere rivalutati e invece rimangono abbandonati».

 

Parole che secondo l’amministrazione comunale “mettono in discussione l’integrità morale dei soggetti pubblici indicati, determinando un gravissimo danno alla onorabilità degli stessi in quanto finalizzate a screditare le persone nonché lo stesso Comune di Castelfranco Veneto”. “Per questo si è deciso di procedere alla presentazione di querela per il reato di diffamazione aggravata dal mezzo della stampa, a tutela della reputazione ed onorabilità del Sindaco e della giunta comunale affidando l’incarico della tutela legale all’avvocato Primo Michielan con studio in Mogliano Veneto”, si legge in una nota diffusa dal comune.

 

“In tanti anni di attività amministrativa mai avevo ricevuto accuse pubbliche simili – commenta il sindaco Stefano Marcon -. Ci sta lo sfogo ed il momento di rabbia, così come le critiche, ma questa volta si è davvero superato il limite e sebbene dopo qualche ora il post sia stato rimosso, la gravità del fatto non cambia perché oltre ad infangare la mia persona, colpisce l’integrità morale dei miei assessori, dei funzionari e in generale l’immagine dell’ente. Ora sarà la giustizia ad esprimersi in merito: quello che è certo che mi auguro di non dover più assistere ad episodi simili e auspico che le autorità giudiziarie diano il giusto peso a quanto accaduto così da scoraggiare la continua presenza di haters e di leoni da tastiera sui social”. OT

 



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