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08 dicembre 2021

Castelfranco

Castelfranco si prepara ad ospitare i capolavori di Noè Bordignon

Prevista per l’autunno una grande mostra per celebrare l’artista nato a Salvarosa. Oltre a Castelfranco, coinvolti anche altri 9 comuni.

| Leonardo Sernagiotto |

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Noè Bordignon - La mosca cieca

CASTELFRANCO - Si chiamerà «Noè Bordignon (1841 - 1920). Dal realismo al simbolismo» la mostra che i comuni di Castelfranco e San Zenone degli Ezzelini, rispettivamente i luoghi di nascita e di morte del celebre pittore, hanno voluto allestire per celebrare i cento anni dalla scomparsa di uno dei più importanti artisti veneti dell’Ottocento.

Posticipata più volte a causa della pandemia, la mostra sarà inaugurata il 18 settembre 2021 e durerà fino al 16 gennaio 2022. Con un impegno di spesa stimato in 270mila euro (25mila euro messi da ciascuno dei due comuni capofila, mentre il resto arriverà da contributi pubblici e privati), l’esposizione si preannuncia come la più importante rassegna personale su Bordignon. Non solo è curata da Fernando Mazzocca, uno dei massimi esperti internazionali di pittura ottocentesca, specialmente veneta, ma vedrà esposte per la prima volta anche divere opere inedite.

Come ha illustrato in sede di Commissione consiliare Nicoletta Buffon di Villaggio Globale, la ditta che sta curando la progettazione e l’organizzazione espositiva, la mostra sarà allestita al Museo Casa Giorgione di Castelfranco e presso Villa Rubelli di San Zenone, ma vedrà anche la creazione di tre itinerari che collegheranno le due sedi espositive attraversando i comuni nei quali sono presenti opere di Bordignon, per lo più affreschi in edifici religiosi. La volontà è che questi itinerari possano rimanere in vita, attraverso brochure, totem e segnaletica ad hoc, anche dopo la fine della mostra. Importante è stato dunque il coinvolgimento dei diversi comuni (come Maser, Asolo, Loria), così come della Diocesi di Treviso.

Riguardo il contenuto, l’esposizione vuole rappresentare la parola artistica di Bordignon, dalla sua formazione veneziana prima, romana poi, per poi evolvere verso la pittura ritrattistica e della vita delle campagne, fino a concludersi con le opere affrescate. Troveranno inoltre spazio anche opere di altri autori che Bordignon non solo aveva visto, ma con le quali si era anche confrontato, come le “Donne di Albano” di Karl von Blaas.

A Castelfranco, saranno esposti anche i due capolavori di Bordignon: “La mosca cieca”, attualmente alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e “La pappa al fogo”, ex-proprietà della Banca Popolare di Vicenza. Da qui la proposta della consigliere Maria Gomierato, di sfruttare l’occasione della mostra per riportare in maniera stabile a Castelfranco le due opere, che potrebbero trovare posto negli spazi del palazzo Soranzo-Novello, di prossima acquisizione. Da parte dell’assessore alla Cultura Roberta Garbuio, l’impegno dell’Amministrazione a fare il possibile in questa direzione.

 


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Leonardo Sernagiotto

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