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26 gennaio 2022

Treviso

CASTEL MONTE, I SOCI RINUNCIANO A 8 GIORNI DI STIPENDIO

La cooperativa, pur in salute, è in difficoltà per il mancato pagamento delle commesse da parte di Ulss e Comuni

| Laura Tuveri |

| Laura Tuveri |

CASTEL MONTE, I SOCI RINUNCIANO A 8 GIORNI DI STIPENDIO

TREVISO - Aumento di capitale sociale e costituzione di un fondo di solidarietà. In tempi di vacche magre, i soci della cooperativa Castel Monte hanno scelto di rinunciare al compenso di otto giornate di lavoro per far fronte alla difficoltà finanziarie del gruppo. Pur godendo di buona salute, come hanno confermato ai soci il presidente Giuseppe Possagnolo e il direttore Carmelo Gagliano (nell'anno 2011 il fatturato è in linea con il budget di circa 9.500 milioni di euro), Castel Monte si trova in forte difficoltà finanziaria per i pesanti ritardi di pagamento delle prestazioni da parte degli enti pubblici, committenti della cooperativa.

Una situazione questa della cooperativa con sede a Montebelluna, comune a tutte le altre cooperative sociali, trevigiane e non. E proprio per parlare di queste problematiche, ieri, lunedì 5 dicembre, a Treviso, si è svolta l'assemblea generale di Federsolidarietà, l'associazione della cooperative sociali della Confcooperative. Questa forma di cooperazione, che nel Veneto conta 800 cooperative, di cui oltre 120 nella sola provincia di Treviso, ispirandosi alla legge 381/1991, versa in gravi difficoltà perché è strettamente collegata al welfare sociale e sanitario.

Non si capisce quindi, al di là delle tante chiacchiere sulla loro funzione, sulla salvaguardia del modello, sull'indispensabilità del loro ruolo, perché non si trovi una soluzione. Il problema – sottolinea il presidente Possagnolo - non riguarda solo le migliaia di lavoratori e soci della cooperazione sociale, ma soprattutto i cittadini ospiti, utenti e clienti dei servizi erogati, in nome e per conto dell'ente pubblico”.

Queste cooperative, oggi, soffrono la restrizione di fatto delle commesse pubbliche e una dilatazione dei pagamenti fuori misura. La cooperativa sociale Castel Monte utilizza il 92% del suo fatturato per il pagamento di stipendi e oneri del lavoro. Questi problemi, tuttavia, non hanno impedito di pagare con puntualità stipendi, contributi e fornitori.

Ma per poter guradare al futuro con serenità, per mantenere fede al suo programma di sviluppo, il Consiglio di amministrazione ha deciso di aumentare il capitale sociale, oggi in media di 800 euro a testa, a 1.200 euro. Misura questa già prevista nel piano di sviluppo 2010-2012 deciso nel 2009 e di creare un fondo di solidarietà previo versamento di 8 giornate lavorative, per ogni socio, da utilizzare per consentire al gruppo di far fronte agli impegni e programmi di sviluppo già decisi e preventivati.

 



Laura Tuveri

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