22 ottobre 2020

Montebelluna

Cassa di espansione sul torrente Curogna archiviata

La Regione boccia definitivamente il progetto

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Torrente Curogna

PEDEROBBA – Una vicenda iniziata nel 2014 e che ha visto impegnate diverse associazioni di cittadini al fine di bloccare quella che ritenevano essere una vera e propria cava. Ora con il diniego della Regione l’Associazione Arianova Pederobba insieme al gruppo consiliare Bene in Comune Pederobba, i Verdi Treviso ed al Meetup Pederobba a 5 Stelle fa una serie di considerazioni sulle vicenda.

“Tutto è cominciato nell’ormai lontano 2014 quando l’Amministrazione Comunale di Pederobba dopo aver predisposto uno studio per individuare proposte finalizzate a ridurre la vulnerabilità idraulica del torrente Curogna accoglieva mediante gara la proposta di realizzazione una vasca di laminazione con conseguente realizzazione di una nuova cava – spiegano le associazioni -. L’intervento rientra nella disciplina della Legge Regionale 44/82 in quanto la realizzazione della vasca di laminazione si configura come sistemazione ambientale facente parte integrante del progetto di un nuovo ambito di escavazione, così ha avvio in Regione la lunga procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)”.

Quindi proseguono: “I gruppi e le associazioni del Coordinamento Aria Che Voglio hanno denunciano da subito: l’inutilità dell’enorme vasca di laminazione (145.000 m3) visto che a memoria d’uomo le esondazioni del torrente Curogna non hanno mai creato danni agli edifici (salvo un unico isolato caso che ha riguardato un garage) e visto che la cassa di espansione già esistente, cioè il bacino naturale del torrente, permette un sufficiente deflusso dell’acqua; la realizzazione di un’opera devastante per l’ambiente, la biodiversità, il paesaggio di un territorio naturale meraviglioso (oltre alla vasca una nuova cava di circa 150.000 mq, l’ottava nel comune di Pederobba)”.

Dal 2015 il Comitato VIA Regionale ha iniziato a valutare il progetto raccogliendo osservazioni e pareri dei diversi Enti. “Nel settembre 2017 viene emesso il primo parere di non accoglimento dell’istanza a cui fa seguito la presentazione di un progetto di variante in riduzione da parte della società promotrice – spiegano le associazioni -. Per la seconda volta nel giugno 2019 il Comitato VIA Regionale esprime un parere non favorevole alla realizzazione del progetto. Ancora una volta la ditta proponente presenta ulteriori studi e documenti con l’obiettivo di superare i motivi ostativi espressi dal Comitato VIA e ancora una volta anche il Coordinamento ACV presenta ulteriori osservazioni volte a contrastare il progetto. Il 6 maggio 2020 il Comitato Tecnico Regionale VIA ha definitivamente confermato il parere non favorevole di compatibilità ambientale che la Giunta Regionale ha fatto proprio con apposito decreto in data 11 giugno scorso”.

Alla luce di quest’esito il Coordinamento ACV esprime tutta la propria soddisfazione per la mancata autorizzazione di un’opera che: “Si sarebbe rivelata devastante per l’ambiente, la biodiversità, il paesaggio di un territorio meraviglioso e per i cittadini dell’abitato di Curogna a fronte di un non effettivo né provato rischio idrogeologico. ACV ritiene di poter affermare che tale risultato positivo è stato conseguito anche per merito della fiera opposizione messa in campo dal Coordinamento che ha investito impegno, tempo e competenze per osservazioni e studi indipendenti che si sono rivelati utili ai decisori regionali”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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