05 aprile 2020

Conegliano

Caso Paccagnella: dal Comune 346mila euro al privato

Si rischia l’indennizzo da mezzo milione

| Roberto Silvestrin | commenti |

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Caso Paccagnella: dal Comune 346mila euro al privato

Castello di Conegliano

CONEGLIANO - Il caso Paccagnella torna a far discutere: l’annosa questione che da anni si trascina nei consigli comunali e negli uffici municipali si è infatti arricchita di nuovi sviluppi e di nuove possibilità per l’immediato futuro. Ma è bene fare un passo indietro, esattamente al 2013, anno della sentenza del Tar in merito al diniego del Comune all’edificazione in un lotto di via Benedetto Croce, ai piedi del Castello di Conegliano, luogo in cui Adriano Paccagnella, imprenditore coneglianese, avrebbe invece avuto il diritto di costruire.

All’epoca Paccagnella presentò un conto salatissimo all’amministrazione, richiedendo un risarcimento di 2 milioni e 700mila euro. Fu trovato un accordo a 2milioni e 400mila, poi la transazione, che comportò un grosso “sconto” per il Comune. Morale della favola? 1milione e 550mila euro (parte in denaro, parte in rivalutazioni di proprietà e permessi a costruire) a Paccagnella, così “distribuiti”: 620mila euro cash in 5 anni, 800 metri cubi in via Benedetto Croce, 3mila metri cubi in via delle Ginestre e un incremento edificatorio di 140 metri quadri tra via Benedetto Croce e via Molmenti.

 

Questa la transazione originaria del 2013, che ha poi subito delle variazioni: sono stati infatti tagliati 1000 metri cubi in via delle Ginestre (600 monetizzati per 116mila euro, i restanti 400 trasferiti in via Croce), e Paccagnella ha inoltre rinunciato all’incremento edificatorio di 140 metri quadri, a fronte di 230mila euro.

Con l’atto aggiuntivo approvato nello scorso consiglio comunale, a Paccagnella vengono quindi riconosciuti 346mila euro (230 più 116), che verranno subito versati all’imprenditore. Ma non è tutto. Se infatti non gli venisse concessa l’edificabilità – nelle cubature restanti - entro il 31 marzo 2017, queste verrebbero monetizzate: 504 mila euro l’ulteriore indennizzo in caso di mancata approvazione del Piano degli interventi entro la fine di marzo.

 

Per evitare questo altro salasso il vice sindaco Claudio Toppan, che ha seguito in prima persona la transazione, ha reso nota l’intenzione di chiedere un consiglio comunale tra il 10 e il 15 gennaio, per portarvi l’adozione del Pi.

 

Una vicenda, questa, destinata a rimanere però senza “responsabili”: sembrerebbe infatti che la Corte dei Conti, che ha la facoltà di pronunciarsi intorno al sussistere del danno erariale, avesse archiviato la pratica. Sarebbe dunque passato troppo tempo per fare chiarezza sulle responsabilità e gli errori che riguardano questo caso. Il diniego alla costruzione in via Croce risale agli ultimi anni ’90, e l’attuale amministrazione ha più volte ricordato di aver ereditato il problema, che trova le sue radici addirittura negli anni ’80.

Malumori erano stati espressi dalle opposizioni in consiglio comunale, con il Pd a votare contro le ultime modifiche alla transazione e il capogruppo dei 5 stelle Massimo Bellotto a chiedersi il motivo per cui, ad oggi, non siano mai emerse responsabilità precise.

Secondo Bellotto anche parte dell’amministrazione attuale avrebbe delle responsabilità: “Dicono che dipende da altri, ma non è del tutto vero. La prima vittoria di Paccagnella risale al 2006, e in quel caso il Comune non aveva impugnato la sentenza, grazie alla quale è stato poi possibile chiedere il risarcimento. Inoltre negli anni non è stato fatto nulla per scoprire gli effettivi responsabili”.

 



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Roberto Silvestrin

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