27 novembre 2020

Italia

Caso Marò, Terzi si dimette. "Sconcerto" di Napolitano

A Monti l'interim degli Esteri

|

|

Caso Marò, Terzi si dimette.

ROMA - Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha annunciato le sue dimissioni. Chiamato a riferire insieme al ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola sui recenti sviluppi della vicenda dei due militari italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sottoposti a procedimento giudiziario in India, il ministro degli Esteri a sorpresa ha annunciato la sua decisione di lasciare l'incarico in polemica con l'esecutivo di cui fa parte, sostenendo di aver posto delle "serie riserve" in merito alla "repentina decisione" di far rientrare i due militari in India. Ma, ha aggiunto, "la mia voce è rimasta inascoltata".

"Ho atteso di poter essere qui in Parlamento a riferire, a parlare apertamente - ha detto in conclusione del suo intervento alla Camera - per poter esprimere questa mia posizione in modo pubblico e proprio per questa mia posizione non posso più far parte di questo governo e annuncio le mie dimissioni". Terzi ha detto che si dimette per le "seguenti motivazioni": "primo, le riserve da me espresse sul rientro dei marò in India non hanno prodotto alcun effetto visto che la decisione è stata un'altra; secondo sono solidale in modo completo ai nostri due marò e alle loro famiglie. E terzo - ha aggiunto Terzi - ritengo oggi come ho ritenuto per 40 anni, ma oggi ancora in maniera più forte in questo Parlamento che vada salvaguardata l'onorabilità del nostro Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Una diplomazia - ha concluso - che fa straordinari sacrifici, ottiene formidabili risultati ed è apprezzata nel mondo".

Dopo l'annuncio di Terzi l'aula ha chiesto al presidente del Consiglio Mario Monti di riferire a sua volta. Richiesta accolta dal premier tecnico che riferirà domani alle 15 alla Camera e alle 17.30 in Senato.

Durante l'informativa Terzi ha ricordato che vi fu "l'assenso di tutti" alla decisione di "formalizzare" l'avvio di "una controversia internazionale con l'India", sottolineando che a seguito di questa decisione è stato comunicato a Nuova Delhi che "i due militari non avrebbero fatto rientro in India".

Il ministro ha parlato "ricostruzioni enormemente fantasiose in merito ad azioni che avrei assunto in modo autonomo, senza considerare gli effetti e i rischi di questa azione". "Da uomo delle istituzioni per 40 anni, mai avrei agito in modo autoreferenziale", ha chiarito il titolare della Farnesina. E "sostenere che sulla crisi la Farnesina abbia agito per i fatti suoi è risibile e strumentale". "Il mio impegno personale e quello del governo è stato assoluto", ha scandito Terzi. "Il governo - ha aggiunto - si è mosso dall'inizio della crisi con determinazione".

Alle parole di Terzi ha fatto seguito l'intervento del ministro Di Paola che ha preso le distanze dalla scelta del collega: "Le decisioni collegiali di governo si rispettano e si onorano", ha sottolineato il ministro della Difesa chiarendo che alle dimissioni annunciate da Terzi non sarebbero seguite anche le sue. "La risposta giusta non può essere quella del disimpegno - ha affermato - Sarebbe facile per me annunciare di dimettermi dal mio mandato di ministro della Difesa; sarebbe facile oggi lasciare la poltrona, che comunque lascerò a breve al nuovo ministro che subentrerà. Sarebbe facile, sarebbe 'no cost', ma non sarebbe giusto e non lo farò", ha dichiarato. "Sarebbe facile lasciare, ma così verrei meno a quel senso del dovere verso le istituzioni che ho sempre servito, a quelle scelte che ho condiviso, quale che fosse il prezzo da pagare, anche oggi davanti a voi - ha spiegato - Non abbandonerò la nave in difficoltà, con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a bordo, fino al mio ultimo giorno di governo".

Saltato, dopo l'inaspettata evoluzione dell'informativa a Montecitorio, l'intervento dei ministri degli Esteri e della Difesa a Palazzo Madama.

"Sconcertato", a quanto apprende l'Adnkronos, per le dimissioni “irrituali” di Giulio Terzi, sulle quali non era stato preventivamente informato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nel pomeriggio ha ricevuto il premier Monti firmando il decreto di accettazione delle dimissioni di Terzi affidando allo stesso Monti l’interim del ministero degli Affari Esteri.

Intanto, prima di riferire domani in Parlamento, il premier Monti ha fatto sapere di aver ''preso atto con stupore della dichiarazione del ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata resa alla Camera dei deputati nella quale ha annunciato le sue dimissioni''. ''Tali dimissioni - ha detto Monti - non mi erano state preannunciate, benché in mattinata si fosse tenuta presso la presidenza del Consiglio, con la mia partecipazione, una riunione di lavoro con i ministri Terzi e Di Paola per la messa a punto dell'informativa del governo''. "Le valutazioni espresse alla Camera dal ministro Terzi non sono condivise dal governo, come ha già dichiarato il ministro Di Paola. Domani riferirò alla Camera e al Senato sull'intera vicenda'', ha concluso Monti.

(Adnkronos)

 



Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×