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20 gennaio 2022

Vittorio Veneto

Caserme, tutto da rifare

Il sindaco rinvia l’atto di indirizzo: la destinazione agricola dell’aerocampo non convince la giunta

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Caserme, tutto da rifare

VITTORIO VENETO – Era uno dei punti all’ordine del giorno più attesi del consiglio comunale di ieri sera, martedì 6 ottobre. Del destino urbanistico dei siti militari ex 1° Fod se ne parlava ormai da mesi. La IV Commissione, venerdì, aveva dato il suo ok all’atto di indirizzo che prevedeva per l’aerocampo di San Giacomo di Veglia una destinazione agricola. Ed è proprio il destino di questo bene ad aver fatto maturare nel sindaco Roberto Tonon la proposta di rinviare il punto ad un prossimo consiglio comunale entro la fine di ottobre. Proposta messa ai voti: tutti d’accordo (Pd, Lega Nord, FI), meno il consigliere Matteo Saracino (Partecipare Vittorio). «Una mossa non corretta – denuncia – che evidenzia mancanza di rispetto verso i suoi consiglieri che avevano proposto un’altra cosa».

 

L’atto di indirizzo, previsto dal protocollo sottoscritto il 10 novembre 2014 tra comune di Vittorio Veneto, Ministero della difesa e Agenzia del demanio, ha il compito di indicare le nuove destinazioni urbanistiche per i sei siti militari (caserme Gotti e Tandura, palazzi Piccin, Doro Altan e Marinotti, aerocampo di San Giacomo di Veglia). 

 

«Valorizzare dei beni significa, comunque, aumentarne il valore. E questo vuol dire poter reperire risorse da reinvestire a favore della collettività e della comunità vittoriese – ha affermato in aula il sindaco Roberto Tonon -. Si tratta di aree di notevole dimensioni che attualmente costituiscono dei vuoti urbani e che nel tempo potrebbero diventare, se non utilizzati, luoghi degradati. Pensare alle aree militari dismesse significa inevitabilmente pensare allo sviluppo della città, per questo definirne gli obiettivi di trasformazione comporta confrontarsi con il programma dell’amministrazione». Da tempo il dibattito politico, all’interno della maggioranza, sul tema ha avuto numerosi confronti. Ed è il futuro dell’aerocampo a far rinviare ogni decisione. «La decisione più difficile da prendere – ha dichiarato il sindaco - è scegliere se completare una piattaforma di rango regionale come quella di San Giacomo di Veglia, trasformando un aerocampo già urbanizzato e nel contempo, quale eventuale compensazione, salvaguardare aree agricole naturali oggi destinate dal prg ad uso industriale. Oppure, riconvertire un’area militare ad uso agricolo mantenendo a destinazione industriale una superficie agricola naturale di analoghe dimensioni». Se la IV Commissione era convenuta sulla destinazione agricola, ora si fa nuovamente strada quella produttiva-industriale per l’area da 8 mila metri quadrati. «Unitamente ad alcune manifestazioni di interesse recentemente emerse, si rende necessaria una pausa di riflessione per una decisione ponderata» ha quindi concluso Tonon, mettendo ai voti il rinvio del punto.

 

Contrario al rinvio Saracino. «Chiaro – evidenzia – che la giunta vuole un’altra destinazione per l’aerocampo che non sia quella agricola. E utilizza il “giochetto” di spostare il verde, cosa che non potrebbe essere fatta se ci fosse il Pat. Questa è un’offesa per il lavoro fatto dalla Commissione che aveva concordato un atto di indirizzo, di fatto facendole perdere tempo per niente. Nella prima versione della delibera l’aerocampo aveva doppia destinazione: non era un refuso – afferma il consigliere di Partecipare Vittorio alla luce delle parole del sindaco -, ma un intento. Eppure anche i consiglieri del Pd si erano lamentati, concordando poi un testo che prevedeva una destinazione agricola che di fatto alla giunta non è piaciuto. Contano ancora qualcosa questi consiglieri? Quanto alle manifestazioni di interesse emerse chiederò oggi stesso un accesso agli atti per vedere chi è interessato e cosa vogliono fare nell’aerocampo. Infine – annota – c’era molta fretta di prendere una decisione che ora è stata rinviata a fine mese».

 


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