04 marzo 2021

Mogliano

Casale, il maxi-polo logistico finisce in parlamento

Braga (PD) presenta un'interrogazione: "Il mondo è cambiato e la ripartenza ci impone di guardare al futuro in maniera diversa e innovativa"

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Casale, il maxi-polo logistico finisce in parlamento

CASALE - Il maxi-polo logistico di Casale finisce in parlamento. L’onorevole Chiara Braga, deputata e responsabile nazionale Sostenibilità e Agenda 2030 del Pd, ha presentato un’interrogazione all’VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati sulla vicenda.

E chiede al ministro dell’Ambiente di chiarire se il progetto sia compatibile con le norme nazionali per la tutela dal dissesto idrogeologico e di sicurezza idraulica e se sia o meno in contrasto con la legge regionale per il contenimento del consumo del suolo.

“Con il Coronavirus il mondo è cambiato e la ripartenza ci impone di guardare al futuro in maniera diversa e innovativa – afferma Braga -. Puntare su nuovo consumo di suolo senza prima privilegiare rigenerazione e riuso degli spazi vuoti e abbandonati, spesso usati per attività criminali nel ciclo dei rifiuti, non è solo una idea vecchia ma pone seri interrogativi sulla necessità di una vera cura del territorio dal dissesto idrogeologico così come dei diritti delle persone e dell’ambiente”.

“Quello che si sta pensando di fare a Casale sul Sile è l’esatto contrario di come deve essere pensata la ripresa - interviene Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Pd a Treviso -. Ci aspettano mesi molto difficili, se l’idea è quella di ripartire come prima, con mega-progetti che sprecano suolo e con attività che generano lavoro precario e pregiudicano le iniziative economiche di prossimità, come il piccolo commercio, allora è bene che si sappia che noi non ci stiamo e faremo il possibile perché ciò non succeda. Lavoreremo in queste settimane con le associazioni di categoria, le forze sindacali, comitati e i gruppi di cittadini per organizzare una vasta mobilitazione che vada anche fuori dai confini della nostra provincia”.

“Nei tempi che verranno nuove possibilità di lavoro, se onesto e soprattutto con diritti per i lavoratori e rispetto dell’ambiente, sono benvenute - chiude Matteo Favero, responsabile Ambiente e Agricoltura provinciale del Pd -. La domanda è: ci sono nella provincia di Treviso, e meglio in quel quadrante a sud del capoluogo provinciale, altri spazi da rigenerare e riutilizzare? Credo proprio di sì”.
 

 



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