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23 gennaio 2022

Treviso

Carenza medici di base nella Marca: "Pochi sostituti"

L'Ulss2: "Qualora non si trovasse un medico sostituto, agli assistiti verrà offerta la possibilità di scegliere il medico in comuni vicini”

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medici di famiglia

TREVISO - Non ci sono abbastanza medici di medicina generale per coprire tutte le carenze del territorio. Questo quanto confermato dalla Conferenza dei Sindaci dell’azienda Ulss 2 Marca trevigiana, tenutasi ieri per aggiornare le amministrazioni comunali sull’evoluzione della situazione dell’assistenza medica sul territorio.

“L’assistenza pediatrica e nei centri di servizi per anziani non sta presentando al momento situazioni critiche: la preoccupazione e gli sforzi aziendali si stanno pertanto concentrando sulla copertura dei posti vacanti dei medici di medicina generale e sui turni di guardia medica”, spiega l’Ulss2.

In particolare per i medici di medicina generale è in corso l’assegnazione delle zone carenti tramite avvisi nazionali, ma le prospettive di reclutamento sono ridotte rispetto alle carenze totali. “Le zone che non sarà  possibile assegnare saranno offerte ai medici frequentanti la scuola di formazione in medicina generale. Per le prossime cessazioni, qualora non si trovasse un medico sostituto, agli assistiti verrà offerta la possibilità di scegliere il medico in comuni vicini”

Per quanto riguarda il capitolo della continuità assistenziale il 23 novembre è stata pubblicata la graduatoria regionale, la prossima settimana sarà pubblicato l’avviso aziendale per la formazione dell’elenco da cui attingere per il conferimento degli incarichi provvisori e di sostituzione.

“Si stanno percorrendo tutte le opzioni possibili per garantire i servizi sul territorio, nonostante le difficoltà: la problematica, come più volte ribadito, è di carattere generale e legata ad errori nella programmazione nazionale”, sottolinea l’azienda sanitaria. “L’ingresso nelle scuole di specializzazione di molti medici che prima prestavano servizio, con la relativa incompatibilità dell’incarico presso le aziende sanitarie e l’acuirsi della situazione pandemica sta rendendo difficile il reperimento di nuove risorse, anche tra i neolaureati appena iscritti agli ordini dei medici”.  

OT

 


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