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09 agosto 2022

Treviso

"Carenza di personale in Procura di Treviso: parziale chiusura degli sportelli aperti al pubblico"

Lo comunicano la Rsu della Procura trevigiana e la Cisl Fp

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procura treviso

TREVISO - “Orari ridotti degli sportelli aperti al pubblico in Procura a Treviso dal 1° luglio al 15 settembre a causa della grave carenza di personale amministrativo”. Lo comunicano la Rsu della Procura trevigiana e la Cisl Fp. “In particolare, lo sportello del casellario sarà accessibile solo dalle 10 alle 12 da lunedì al venerdì (fino a ieri era aperto dalle 9) e lo Sportello relativo agli avvisi di chiusura indagini sarà aperto al pubblico solo nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12, mentre fino a ieri era aperto anche il martedì e il giovedì”.

 

“Si tratta di una prima conseguenza – spiega Emmanuele Viviano, Rsu della Procura di Treviso – della grave carenza di personale che affligge la Procura, dove mancano all’appello ben 16 lavoratori su 42, con una scopertura reale del 38%. Non si può escludere che questi provvedimenti, alla loro scadenza, siano rinnovati per evitare che si accumuli un eccessivo arretrato in altri servizi”. “Purtroppo - prosegue Viviano - allo stato di agitazione indetto dai lavoratori lo scorso mese di maggio, non è seguita alcuna risposta da parte del Ministero e la situazione nei prossimi mesi non potrà che peggiorare, visto che altri due lavoratori sono prossimi alla pensione”.

 

“Diversi lavoratori si ritrovano a dover prestare la propria attività lavorativa anche in più di un servizio e a dover svolgere inoltre anche i turni del sabato, quelli per le urgenze, per la ricezione atti e agli sportelli – si legge nel comunicato diffuso dai sindacati -. Ora a farne le spese, non sono solo i lavoratori, ma anche i cittadini, che oltre a subire i ritardi della giustizia, ora si ritrovano anche con gli orari ridotti”. “La parziale chiusura degli sportelli - spiega il rappresentante dei lavoratori - così come l’impiego dei lavoratori facendoli saltare da un servizio all’altro, con le ricadute negative anche sulla loro salute, non possono che rappresentare delle soluzioni provvisorie. Serve invece un piano di assunzioni che tenga conto del reale fabbisogno di personale, e nel frattempo attivare un interpello straordinario, una mobilità da altre amministrazioni o delle convenzioni, ad esempio con il Tribunale, per la gestione in comune di alcune incombenze”.

 

“A fronte di questa situazione appare quanto mai di vitale importanza – aggiunge Carlo Alzetta della Cisl Fp Treviso Belluno- - che anche a Treviso l’amministrazione investa nella formazione del personale, come continuano a chiedere il Ministero per la pubblica amministrazione e i sindacati in sede di contrattazione nazionale, al fine anche di garantire una quanto più ampia interscambialità tra i lavoratori che, soprattutto in tempi di personale ridotto all’osso, rappresenta senz’altro un valore aggiunto”. 

 

“Ci chiediamo - conclude Alzetta - come si possano assistere un procuratore e 12 sostituti procuratori con una carenza di organico così drammatica, dovendo assicurare allo stesso tempo tutti gli altri servizi e uffici come le spese di giustizia, il dibattimento, le esecuzioni penali, il personale, il casellario giudiziario, gli sportelli per il pubblico. Molteplici sono stati gli attestati di stima da parte di comuni cittadini che chiedono a noi lavoratori di andare avanti, perché si rendono conto che a farne le spese, in questa situazione, sono proprio loro, in quanto non può esserci una giustizia al servizio dei cittadini e della comunità trevigiana se si svuotano gli uffici pubblici del personale amministrativo. La sicurezza delle nostre strade, delle nostre città, dei nostri quartieri dipende anche da una Procura capace di rispondere con prontezza alle segnalazioni di fatti potenzialmente rilevanti sul piano penale e tutto questo richiede anche un numero adeguato di personale amministrativo al fianco dei pm”.

 

“Permane dunque lo stato di agitazione proclamato dai lavoratori – rendono noto i sindacati -. Se non ci saranno sviluppi positivi, non si esclude lo sciopero in settembre”. OT

 


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