31 ottobre 2020

Treviso

"Cara mamma proteggimi", addio alla giovane madre Elisa

In tanti sabato a Lovadina di Spresiano hanno voluto portare l'ultimo saluto alla giovane mamma, Renzi:"Ci ha insegnato molto"

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SPRESIANO - "Cara mamma proteggimi dal cielo”: è la frase scritta sulla foto posta sulla bara di Elisa Girotto, la mamma di 40 anni morta per un tumore. Un'immagine che la ritrae con la figlia, nata appena 13 mesi fa proprio all'insorgere della malattia.

Sabato nella chiesa di Lovadina di Spresiano, un'intera comunità ha voluto dare l'ultimo saluto a Elisa. La bara in legno chiaro con sopra delle rose gialle è stata posta al centro della navata. A celebrare il rito funebre, il parroco Giovanni Stasi, lo stesso parroco che il 12 agosto scorso aveva sposato Elisa e Alessio che oggi dovrà crescere la sua piccola da solo, ma circondato dall'amore che le ha lasciato Elisa.

Durante la malattia Elisa ha trovato anche la forza per lasciare alcuni regali per la piccola, uno per ogni anno fino al compimento del 18esimo anno, ma anche per registrare la propria voce perché la bimba, da più grande, possa sentirla e capire l'amore che aveva per lei e che le faceva dire "sono una mamma non sono un'ammalata", come è stato ricordato durante la toccante messa.

La forza e il coraggio di Elisa hanno commosso l’Italia. Anche l’ex premier Matteo Renzi, dopo aver letto la storia di Elisa, ha scritto un post sul suo profilo Facebook: “Non è un film, non è un racconto letterario, ma è una storia vera accaduta a Treviso - scrive Renzi - Elisa se ne è andata lasciando i regali a sua figlia, ma lasciando anche una scia di umanità e bellezza che commuove. Alla figlia che ancora non può rendersi conto di quale mamma speciale abbia avuto in dono, al marito, alla famiglia di Elisa, a tutte le famiglie che vivono situazioni analoghe va l'abbraccio di chi è rimasto colpito da questa storia così umana, così struggente. Sarà che apparteniamo alla stessa generazione di Elisa, sarà che quando si diventa genitori cambiano le priorità della vita, ma mi piace pensare che i social possano essere non solo i luoghi dello scontro o dell'insulto ma soprattutto occasioni per riflettere e per imparare. In questa storia di dolore, Elisa ci ha insegnato molto su cosa sia la vera bellezza della vita”.

 


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