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27 settembre 2022

Treviso

Caprioli, ricci, volpi e faine: oltre 1700 gli animali selvatici salvati grazie al Cras di Treviso

“Nessun selvatico viene lasciato indietro”

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

 cucciolo di capriolo e un cucciolo di cervo

Foto dalla pagina Facebook Progetto Riccio Europeo

TREVISO - Un cucciolo di capriolo e un cucciolo di cervo. Sono Nilo e Niky. Arrivati neonati al centro di recupero animali selvatici di Treviso sono stati salvati grazie al lavoro dei volontari che hanno passato notti insonni per allattarli e garantire loro il massimo del benessere. Ma non sono i soli. Al Centro, che riunisce sei associazioni ben radicate sul territorio (Progetto Riccio Europeo, Lav, Leidaa, Lipu, Oipa, Wwf), ad oggi sono ben dieci i neonati di caprioli in cura perché feriti o ammalati. Tantissime le specie di animali selvatici arrivate in questi mesi al centro di recupero al parco dello Storga di Treviso perché “nessun selvatico viene lasciato indietro”.

Dai più piccoli, come ricci e scoiattoli, rapaci, faine, volpi e tutte le specie di uccelli, fino ai piccoli bambi, in quattro mesi di attività sono stati recuperati oltre 1.600 animali e ben 1.730 sono passati fra le attente cure di veterinari e volontari senza i quali il Cras non potrebbe esistere.

Spesso i selvatici arrivano al centro con fratture perché investiti dalle auto o ferite, come nel caso di uccelli appena nati, caduti a terra o da camini o ancora perché rimasti orfani o ancora perchè prelevati ingiustamente dall’essere umano. Una volta effettuati gli interventi necessari e le cure gli animali selvatici trascorrono un periodo di degenza all’interno per poi proseguire all’esterno per la riambientazione.

 


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Isabella Loschi

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