04 giugno 2020

Treviso

La cappa di smog sopra Treviso non migliora

Dieci giorni di sforamenti, lunedì potrebbe scattare l'allerta rossa. Zanoni:"Dalla giunta provvedimenti inefficaci"

| Isabella Loschi | commenti |

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Ordinanza antismog Treviso

TREVISO - La cappa di smog sopra Treviso non accenna a migliorare. Anche ieri gli sfondamenti dei livello di Pm10 hanno superato il limite consentito per legge, pari a 50 microgrammi per metro cubo d’aria.

I dati validati rilevati dall’Arpa e riferiti alla giornata di ieri segnano ancora con il rosso i valori raccolti a Treviso ma anche in provincia. Giovedì la media di polveri sottili rilevate dalla centralina di via Lancieri di Novara è stata di 79 microgrammi per metro cubo, peggio in via Sant’Agnese dove la centralina ha rilevato una media di 82 microgrammi. Peggio ancora a Mansuè dove la media di Pm10 ieri è stata di 91 microgrammi per metro cubo. La situazione è critica in tutta la Marca.

A Treviso, visti i dieci giorni consecutivi di sforamenti dei limiti, praticamente ogni giorno da inizio del nuovo anno, potrebbe scattare l’allerta rossa dell’ordinanza antismog, che comporta il blocco anche dei furgoni Euro 4.

I divieti, se le condizioni meteo non dovessero cambiare, partirebbero da lunedì prossimo. Dopo l’allerta arancione, tutt’ora in vigore con il blocco delle auto diesel Euro 4, la fase di allerta rossa prevede il blocco dei veicoli commerciali a gasolio Euro 4, dalle 8.30 alle 12.30 e limiti per le stufe domestiche con classe di prestazione fino a tre stelle.

Ordinanza antismog a parte, l’amministrazione è stata attaccata per non fare abbastanza in tema di ambiente. A puntare il dito è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd: “Mentre Treviso si conferma capitale dell’inquinamento e i medici lanciano l’allarme per bambini e anziani, la giunta Conte allenta le maglie dei divieti e propone misure che fanno ridere per favorire il risparmio energetico”.

“Dopo il picco di 445 microgrammi per metro cubo dell’Epifania, per un giorno e mezzo i valori sono stati costantemente ben al di sopra del limite di 50. I pediatri evidenziano come in provincia di Treviso un bambino su cinque soffra di tosse e asma a causa delle polveri sottili, mentre ben 27mila degli over 65 sono a rischio bronchiti. Di fronte a un doppio allarme ci si aspetterebbe un intervento deciso da parte della giunta, che invece brilla in negativo per fantasia e inefficacia. Il Comune ha infatti cancellato il divieto per i negozi di tenere le porte aperte per non disperdere energia, inserito dall’amministrazione Manildo. In compenso l’assessore Manera propone premi per chi decide di chiuderle. È come se dessimo un riconoscimento a quegli autisti che rispettano il limite dei 50 chilometri orari nei centri abitati senza sanzionare quelli che lo superano”.

“In compenso - aggiunge Zanoni - neanche una parola sui Panevin che affumicano l’intera provincia e sono una delle concause dei blocchi del traffico, che lasciano a piedi centinaia di lavoratori. Prenda esempio dai cittadini del quartiere Abruzzo di Castelfranco Veneto che, dopo decenni di Panevin, per rispettare i cittadini e tutelare la loro salute, hanno deciso di interrompere la tradizione, piantando alberi invece di accendere roghi inquinanti”. 

 



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Isabella Loschi

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