31 ottobre 2020

Castelfranco

La cantante e attrice Tosca Donati apre il Festival del viaggiatore

Serata di grandi suggestioni e di musica per ascoltatori esigenti quella con Tosca a Maser

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

La cantante e attrice Tosca Donati apre il Festival del viaggiatore

FOTO - immagine tratta dalla pagina Facebook Villa di Maser - Villa Barbaro

MASER - La prima voce del Festival del viaggiatore è di quelle possenti. Possenti, non solo perchè plasmate da anni di canto e teatro, ma perchè passano "per il sangue e per il corpo". Lei è Tosca Donati, romana della Garbatella, che ha avuto come mentore Renzo Arbore. Intervistata a Villa Barbaro di Maser dalla giornalista e scrittrice Daniela Amenta, ha raccontato i viaggi fatti grazie alla sua voce: la musica, come linguaggio universale e come unico passaporto che abbiamo per attraversare il mondo. Tunisia, Brasile, Portogallo, paesi raccontati senza stereotipi. L'autenticità della voce, intesa in un tutto con il corpo e ciò che attraversa l'anima e viene cantato, scalza qualsiasi barriera umana.

Non conoscere una lingua, e cantare in quella lingua, pur non conoscendola intimamente, è un omaggio. La cantante e attrice parla di accoglienza e di un riconoscersi vicendevole, un riconoscersi simili, che supera tutto e che l'ha portata in situazioni non convenzionali. "Autenticità significa essere cittadini del mondo" ha spiegato Tosca, raccontando la sua esperienza in una Kasba, grazie ad un incontro con un'architetta tunisina: "lei cantava in tunisino e io le rispondevo in romano". Un incontro che ha permesso a Tosca di entrare in contatto con mondo dell'Isis "Bugie raccontate a ragazzini che non hanno niente da perdere: basta esaltarli, anche con poco e loro ci cascano. Questa è la povertà e l'ignoranza."

Un'ora intensa in cui Tosca ha cantato e fatto cantare il pubblico. Un incontro che non poteva che concludersi con uno sguardo al futuro e ai giovani, raccontato attraverso l'esperienza del Portogallo, un paese in una situazione drammatica nel 2012, ma che "grazie ad una nuova generazione Jazz", attraverso i giovani e gli artisti, ha dato spazio ad un nuovo modo di essere "spoglio di tutto quello che non sei" e trovato un futuro per il paese.

"In Italia lo Stato offre molta formazione: ma dopo? Dove vanno i giovani a lavorare, in un mercato dove si guarda il prodotto e non il progetto? Da nessuna parte." ha concluso Tosca, raccontando (e proponendo) "L'Officina delle arti Pier Paolo Pasololini", un percorso formativo gratuito, "una vecchia bottega rinascimentale." Ai giovani va data voce e sono frecce, da lanciare lontano, hanno concluso all'unisono Tosca e la giornalista e scrittrice Daniela Amenta, con cui ha dialogato.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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