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07 dicembre 2021

Castelfranco

La campionessa olimpica Dorina Vaccaroni al Festival del Vaggiatore

Tre olimpiadi, 18 mondiali, dieci coppe mondiali e 14 medaglie non sono bastate per farla rimanere in Italia.

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Dorina Vaccaroni dialoga con il giornalista Antonio Gregolin

ASOLO - Difficile nascondere l'amarezza, nonostante le tante tante soddisfazioni che la nuova vita in America le ha regalato: anche dopo dieci anni negli States, alcune porte non sembrano essere chiuse. "Mi piange il cuore: gli Stati Uniti mi hanno accolto a braccia aperte, ma nonostante tutto, resterò sempre italiana." Dorina Vaccaroni si racconta all'interno del Festival del Vaggiatore e nell'occasione, all'interno del Municipio di Asolo, Confartigianato di Asolo&Montebelluna allestisce una piccola mostra di calzature storiche. Tra le scarpe che hanno fatto grande il Distretto di Montebelluna, troviamo il pattino a rotelle da strada del 1931, lo scarpone da Montagna Dolomite del 1966 e la scarpa da scherma Pontini del 1992 realizzata su misura per la Vaccaroni.

Tre olimpiadi, 18 mondiali, dieci coppe mondiali e 14 medaglie non sono bastate per farla rimanere in Italia. Racconta che per essere abilitata ad insegnare scherma in Italia, lei che ha iniziato questa disciplina a tre anni  e vinto a nove la prima medaglia, avrebbe dovuto fare un altro corso di scherma, quando "per andare negli stati uniti è bastato una lettera e un curriculum. "Oggi l'atleta ha una laurea ad honorem, Green Card per meriti sportivi e, soprattutto, insegna scherma ed allena, in una nazione che, come ha dimostrato nelle ultime olimpiadi sta diventando un'eccellenza nella disciplina. Si continua a vincere, dunque, ma con un'altra bandiera.

Un'altra stoccata: "Quando sono arrivata, mi sembrava strano che tutti mi ascoltassero. Non ho mai capito perchè, ma in Italia ho sempre avuto lo stipendio più basso della mia controparte maschile. Non si fa sport per soldi e alla fine non mi è mai pesato, ma così è stato. La donna ha altrettanto valore dell'uomo."

Una donna che non si ferma, che ha consacrato la figura del mental coach quando ancora non esisteva e che ha fatto dello sport, anzi degli sport, la sua spina dorsale. Anche adesso, lei che ha iniziato la sua carriera negli anni '70, non accenna a fermarsi. Oggi, nella sua vita c'è la bike estrema della Race Across America, oltre alla scherma: 5000 chilometri fatti in 12 giorni e 23 ore, con 53mila metri di dislivello, attraversando 12 stati e 4 fuso orari. Partiti in 20 e arrivati in 4, con lei unica donna.

Un pensiero è andato ad Alex Zanardi e alle Paraolimpiadi: "Gli atleti che vi partecipano, sono la forza della vita. Non si fermano e insegnano a continuare nonostante tutto."

 


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Maria Elena Tonin

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