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25 gennaio 2022

Treviso

C'è un indagato per l'aggressione dell'autista dell'autobus

Il video su web

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TREVISO, 16 NOV - Un giovane è stato denunciato, ed è indagato, per concorso nell'aggressione ad un autista di un autobus avvenuta ieri da parte di un gruppo di giovani a Treviso.

La polizia ha ricostruito la dinamica della vicenda. tutto sarebbe nato quando un giovane, pare di carnagione scura, è salito sul bus privo di titolo di viaggio idoneo. L'autista lo avrebbe invitato a scendere e questi avrebbe reagito prima con uno sputo in faccia all'addetto e poi sferrandogli un pugno. A quel punto l'autista è sceso dal mezzo ed altri giovani molti stranieri ed alcuni italiani avrebbero accerchiato l'uomo permettendo all'aggressore di fuggire. Il gruppo di una trentina di giovani avrebbe accerchiato l'autista insultandolo pesantemente poi sarebbero partite spinte e qualche calcio ed un secondo pugno al volto. Al termine dell'aggressione - durata pochi minuti - i ragazzi si sono dati alla fuga mentre la vittima veniva affiancata da un collega e sopraggiungevano le forze dell'ordine.

Da parte della polizia, che segue l'indagine, sono in corso gli esami dei video - tra cui uno finito su un social network - per risalire ai partecipanti al fatto ed al ruolo di ciascuno a cominciare dal primo aggressore.

"Stiamo dalla parte del nostro autista che ha cercato di far rispettare le regole. Esprimiamo la nostra solidarietà a lui, vittima di un'ignobile aggressione, ma anche a tutti i nostri autisti". Lo ha detto oggi Giulio Sartor, Presidente di Mom-Mobilità di Marca società che gestisce il trasporto pubblico a Treviso.

"Abbiamo più volte lanciato l'allarme sulla problematicità dell'area nei pressi dell'autostazione cittadina - ha detto -, allarme che riteniamo sia stato finora sottovalutato. Per questo l'azienda si è fatta carico, a sue spese, dell'installazione, ormai imminente, di sei telecamere.

Tuttavia, si tratta della seconda grave aggressione verso un nostro dipendente in poche settimane, ma riteniamo che la video sorveglianza non sia comunque una soluzione sufficiente". "La zona ha bisogno di un presidio costante da parte delle forze dell'ordine - ha concluso -. Se necessario ricorreremo alla vigilanza privata per tutelare utenti e dipendenti dell'azienda. Si tratta di una misura estrema a cui non vorremmo arrivare, poiché è chiaro che non spetta all'azienda del trasporto pubblico locale garantire l'ordine pubblico".

 


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