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12 agosto 2022

Treviso

BUROCRAZIA E GIUNGLA NORMATIVA

Un paese che fatica a guardare al futuro

| Claudio Bottos |

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| Claudio Bottos |

BUROCRAZIA E GIUNGLA NORMATIVA

LAVORO - Osservando ciò che sta avvenendo in questo momento, in parte per la pandemia e più recentemente per la guerra in Ucraina, c’è da mettersi le mani nei capelli e incrociare le dita. È ormai acclarato e sotto gli occhi di tutti, quali e quanti problemi la burocrazia crea alle aziende e all’economia del paese. Avete sicuramente letto, qualche giorno fa, che la multinazionale farmaceutica CATALENT ha deciso di abbandonare il progetto per la realizzazione di otto bioreattori nello stabilimento di Anagni, in Lazio, e di spostare l’investimento, che qui in Italia era previsto di circa cento milioni di dollari, nel Regno Unito dove, in collaborazione dell’università di Oxford, realizzerà un centro di ricerca d’eccellenza per formare alte professionalità nell’ambito dell’industria del farmaco, investendo circa centosessanta milioni di dollari, quindi sessanta milioni in più rispetto a quanto era previsto nel nostro paese. Il motivo di tale decisione, come ha detto la CATALENT, è dovuto a causa di ingenti ritardi burocratici.

Diventa naturale chiedersi perché, chi gestisce queste pratiche non si pone la domanda che, se saltano investimenti come questo, dove tra l’altro era prevista anche l’assunzione di circa cento persone qualificate, si crea un problema di crescita economica e occupazionale per il nostro sistema. Dovrebbe esserci priorità di fronte a questioni come questa ma, come si vede, la burocrazia e il mastodontico apparato statale sono più forti. Come al solito è iniziato il rimando delle responsabilità e, come sempre nel nostro paese, alla fine nessuno pagherà per il danno subito dal nostro sistema economico e sociale. L’aspetto burocratico va a braccetto con la giungla normativa. Uno degli ultimi esempi, tra i tanti che si possono fare, riguarda il codice della crisi d’impresa. Dal decreto legislativo 12 gennaio 2019 n. 14, ha subito più rinvii, cambiamenti e integrazioni, in parte anche a causa della pandemia, ma soprattutto per le lungaggini burocratiche e per le incertezze sull’esito della procedura di composizione negoziata della crisi. La norma con le ultime modifiche doveva entrare in vigore il 16 maggio 2022 ma, il decreto PNRR ha fatto slittare al 15 luglio 2022 l’applicazione della riforma. Tutto questo porta ad uno scoraggiamento e diffidenza delle imprese verso il nuovo codice della crisi d’impresa, che ha senso ed è utile, non solo per le imprese, ma anche per i creditori compreso fisco ed enti previdenziali. Si potrebbero fare molti altri esempi, ma quello che balza agli occhi è l’imponente mole di norme a cui cittadini, imprese e professionisti si devono attenere.

Nel nostro ordinamento vige il principio della “gerarchia delle fonti” che può essere rappresentato come una piramide al vertice della quale c’è la costituzione che detta le regole ed i principi fondamentali sui quali si basa la nostra Repubblica. Principi che devono reggere i rapporti fra cittadini e fra cittadini e Stato, nonché i rapporti politici ed economici. Al primo livello ci sono, in ordine di importanza, la Legge, il D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica), il D.lgs. (Decreto Legislativo) e il D.L. (Decreto-legge). Al secondo livello ci sono, sempre in ordine di importanza, il D.M. (Decreto Ministeriale), il D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri), il D.C.I. (Delibera Comitato Interministeriale). Al terzo livello abbiamo, sempre in ordine di importanza, le Circolari, le Interpretazioni e le Ordinanze. Le Circolari Ministeriali vengono emanate dagli organi amministrativi, per precisare i criteri applicativi per la corretta attuazione e rispetto dei principi legislativi. Diventa molto difficile, quando si apre o si gestisce una attività aziendale o professionale, muoversi nel ginepraio di norme, circolari e interpretazioni, e capire se e come si stanno rispettando. Questi dubbi spesso diventano un freno alla voglia di fare impresa o di gestire un’attività professionale. Vedremo se, con l’attuazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), con la missione 1 dedicata alla digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, viene migliorata e/o sfoltita la giungla normativa e la burocrazia.

di Claudio Bottos (Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 

 

 


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